La morte di Eρως

“Il cristianesimo dette da bere ad Eros del veleno; costui in verità non ne morì, ma degenerò in vizio”
 

Questo passaggio che a prima vista sembra solo un gioco di parole, è invece una posizione intellettuale molto importante, è la posizione di Friedrich Nietzsche.

 
Questa definizione, la ritengo "provocatoriamente" interessante per comprendere il fenomeno erotico, e il suo essere non più naturale e intellettuale, ma ghettizzato spesso nel “peccato”, nella perversione, nella “vergogna”
 
L’avvento del cristianesimo, in effetti determina un grosso terremoto nel considerare L’Eros,non più dono della natura, percorso mitico, miracolo universale, estetica.
 
Penso che molte nostre posizioni, sull’eros, sull’amore, e come è stato rilevato in occasione della discussione sulla fedeltà, siano condizionate proprio da questa virata etico/religioso, condizionando la cultura e la morale di quasi duemila anni..
 
Siamo davanti alle vacanze, o ci siamo già, e farci trascinare alla riflessione su questo argomento può essere gradevole, proprio per interpretare meglio i fenomeni che ci circondano in una cornice più consona al valore stesso dell’Eros..
 
Se vi và…parliamone….
 
(approfitto di questa occasione, per salutare le amiche e gli amici, e per augurare loro una buona e rilassata vacanza, e perché no, “intellettualmente” trasgressiva)
 

unione terra ed acqua400

Peter Paul Rubens (1577-1860) – Unione della Terra con l’Acqua

 

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Informazioni su Lorenzo de Vanne

si..sono Lorenzo, un pò angelo e un pò demone, curioso della vita e della morte, della mente e dello spirito, della donna ... della parola...del silenzio! Io, vagabondo senza quiete, in cerca delle tra
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80 risposte a La morte di Eρως

  1. claudine2007 ha detto:

    Tosta la sfida!
    Che naturalmente accolgo con un sorriso malizioso… (non tirerò in ballo Cartesio, tranquilli)…
    Necessito ancora un po’ di tempo per finire un certo libricino… che a dire il vero mi ha levato il sonno!!!
    Poi, cercherò con la schiettezza di sempre di portare il mio umile contributo…
    Provocatorio, beninteso, pur sempre senza voler ferire chi nella Domus transiterà durante le ferie estive!
    A presto rileggerci… in tutta serenità
    🙂 claudine

  2. TerribileStella ha detto:

    E qui casca l’asino e casco anche io.
    Posso solo dire di essere VITTIMA di questo enigma, di esserlo da sempre, ma di saperlo da molto meno.
    Mi piace però parliamone, non adesso però che sto crollando, ma ci penserò e anche io porterò del mio…
    Notte

  3. claudine2007 ha detto:

    Per me non è annientato… anche se castigato e procrastinato. Ma chi è veramente?
    Platone definisce Eros un gran Demone… il cui compito è quello di “interpretare e portare agli Dei le cose che vengono dagli uomini e agli uomini le cose che vengono dagli Dei”.
    Ma per capire il profondo significato allegorico di questa convinzione platoniana, dovremmo conoscere l’origine che è narrata in un racconto [mito] di Platone stesso:
    **egli racconta che quando nacque Afrodite, la dea dell’Amore, gli Dei festeggiarono con un banchetto, al quale era stato invitato anche il figlio della Dea della Saggezza, Poros, il cui nome significa “ciò che consente il passaggio” e quindi l’espediente, la risorsa, il mezzo e la via di scampo. Terminato il banchetto, arrivò anche Penia, la povertà, il bisogno, l’assoluta mancanza, la quale se ne stava sulla soglia. Poros, ubriaco di nettare fu colto dal sonno e Penia – la desiderante per eccellenza, in quanto del tutto priva di espedienti, di risorse, di mezzi e di vie di scampo – giacque con lui. Dall’amplesso nascerà Eros (tratto da R.Gasparotti – filosofia dell’eros).
    Analizzando la breve ed intensa storia, la chiave di lettura si modifica, permettendoci un rapporto più avvertito con l’insegnamento in chiave che ci vuole trasmettere.
    Se Eros è il frutto di un’unione tra ciò che è privo di ogni risorsa e via di scampo con chi al contrario ne è l’antitesi ovvero “consente il passaggio”… ecco che la sua presenza nella vita degli umani si rivela nella sua più congruente potenza e bellezza.
    Certamente dobbiamo cambiare il nostro tipo di visione, intrisa di dogmi religiosi, nel quale siamo distorti nel voler confondere l’ordinaria pornografia con l’essenza dell’erotismo che va oltre i concetti comuni. Ma lo sappiamo tutti che la banalità umana il più delle volte ci porta a giudicare indiscriminatamente rapportando la scissione tra bene e male, giusto e sbagliato.
    Eppure se l’uomo saprà veramente affidarsi al Demone Eros nella sua perenne ricerca, stupefacente potranno essere le emozioni che troverà sul suo cammino.
    Ma beninteso, non voletemene, qui non mi riferisco alla mera carnalità… ma vado a toccare sfere più alte permettendomi un paragone con “l’Agape” (che potrebbe essere considerato blasfemo) … però comprovato nella sublimazione eccelsa e mistica di certune pratiche.
    Qui si tratta di visionare ogni fase, generata nell’eros: dalla ricerca del gradimento 😉 cartesiano che sia… il fiorire dell’attrazione… l’evolvere nell’innamoramento… il consolidarsi alla passione dell’amore… un “lasciare andare e nuovamente tirare”… un “sopraggiungere e partire”…
    Nell’erotismo, non sono unicamente le immagini [reali] evocative che assumono un’importanza preponderante, ma bensì ciò che nella mente si crea [fantasia], assumendo tonalità consone allo stato d’animo al quale si è sottoposti in quel momento.
    Trovo erotico anche solo immaginare delle labbra che mi sfiorano le palpebre… delle dita che s’intrecciano tra i miei capelli… degli occhi che si rispecchiano nei miei… diventa una ricerca, un ricercare quell’emozione che permette di trovare appagamento [unicamente a livello psichico].
    Tutto resta come velato da una saggia distanza… mentre la sessualità vista esclusivamente nell’unico atto carnale [propriamente a livello fisico] mi permetto definirla meramente un coito unicamente di prestanza corporea.
    Tutto ciò che avviene prima… specialmente a livello mentale, le emozioni che si provano in questa sorta di danza celestiale di “venire e partire” è l’essenza di Eros, è il messaggio erotico per eccellenza.
    Ma quanti uomini (e donne) sono piuttosto confusi quando si raffrontano su questa tematica?
    Ammetto che anch’io non ho mai finito d’apprendere, forse anche sospinta da un’eterna curiosità viscerale, una sete insaziabile di conoscenza… magari anche legata ad esperienze tantriche che mi hanno veramente porta a comprendere la mia vera natura…
    Anche interessante l’analisi di Gasparotti circa all’interpretazione di G. Bruno del mito di Diana e Atteone…
    “all’uomo quale animale erotico è precluso sorprendere la divinità femminile nella sua intoccabile e virginale nudità, così come al filosofo sono prelusi la contemplazione e il possesso della Verità in quanto tale. Ciò conferma che la caratteristica di ogni caccia erotica è il perpetuo e furioso errare di incontro in incontro, in un continuo andare e venire, sopraggiungere e partire. La vita coincide on l’interminabile processo della ricerca, ne consegue che la verità si costruisce e prende forma nell’esperienza stessa del percorso [non è tanto importante la Meta, quanto il percorso fatto per raggiungerla]! Esso misura la distanza senza mai poterla colmare, in un continuo errare e trovarsi…”
    Che sia proprio qui il fascino della “ricerca” del gradimento? E quando abbiamo individuato il nostro oscuro oggetto del desiderio, cosa accade alle nostre pulsioni? Qual è il “point of no riturn” che siamo in grado demarcare non senza torturare corpo e mente?
    Ancora una volta, seguire talune tecniche di meditazione o quant’altro possono servire a creare un’auto-disciplina sagace…
    Preferisco però restare a poetare sulle sensazioni utopiche ed idilliache, poiché tutti ne siamo coscienti… Eros può giocare anche dei brutti scherzi.
    Per oggi può bastare, mi permetterò di ritornare sull’argomento… dopo aver sentito il parere di altri graditi invitati…
    🙂 claudine

  4. LorenzoDevanne ha detto:

    Il riferimento di Claudine al saggio di Romano Gasparotti (Filosofia dell’Eros – Edizioni Bollati Boringhieri), è più che opportuno, nei termini del tema posto, e proprio da quel testo, e facendo seguito a quanto detto dalla stessa Claudine, prendo proprio l’inizio:

    “In che cosa secondo la filosofia, l’essere umano si distingue dalle altre specie viventi? Nell’essere dotato di linguaggio, nell’essere un animale politico, nell’essere un animale erotico”

    Sono in effetti facce dello stesso essere umano, ovvero dell’ infinita ricerca della verità, ovvero a della continua ricerca per soddisfare l’oscuro oggetto del desiderio.
    Anche in riferimento al mito descritto nel Simposio di Platone, e da quando nel contesto, e in tutta la filosofia greca, e la filosofia occidentale antica, l’uomo cerca attraverso i contatti sessuali di ricomporre simbolicamente e per analogia la forma dell’unità perduta.
    E in questo contesto che si sviluppa anticamente la cultura dell’Eros:
    Amore-desiderio, in una forma chiaramente ego-centrica, dove il percorso è in questa continua ascesa dal materiale verso il divino, per cui desideriamo ciò che ci piace e ciò che ci arricchisce.

    Con il Cristianesimo, l’eros viene ghettizzato, e alla parola amore viene collegata la parola greca “agape”, amore-dono, solo Dio ci può donare amore, dopo averci dato la vita, e tutte le cose che vediamo intorno a noi, e l’amore lo dobbiamo ricercare tramite Lui, per Lui.

    Ma non è tanta questa differenza che mi fa riflettere, ma solo la corrente di pensiero, secondo me, strumentale, che ha reso “peccato” la concezione dell’Eros precedente.
    Il corpo, è un dono di Dio, e non và ricercato il suo piacere finalizzato a se stesso, ma solo in funzione di Dio.
    E qui, poi l’estremizzazione, che il corpo, materiale, volto al soddisfacimento di se, diventa peccato, e tentazione di peccato.
    Satana diventa materiale.
    E il corpo, va punito, con flagellazioni, con punizioni corporali.
    E anche la donna, nel medio evo, viene considerata la principale tentazione del corpo, e quindi demonizzata.
    L’Eros, antico “muore”, o meglio, viene tentata la sua eliminazione, ma sopravvive, come dice appunto Nietzsche, ma diventa vizio.
    Diventa peccato.

    Oggi fortunatamente non siamo nella situazione del medioevo, ma strascichi di quella cultura ci sono ancora.
    Come la demonizzazione della donna, nei costumi sessuali.
    La donna erotica, una poca di buono, l’uomo erotico, uomo virile.

    C’è quindi secondo me, un grande inganno.
    Nei termini della filosofia dell’eros e dell’amore.
    Ritengo che tutto ciò nasce, dal bisogno di governare le menti, e i movimenti di pensiero.
    Tanto che il peccato, rende debitori, in un certo senso..
    Mi fermo qui…ma ritorno al tema…
    Il Cristianesimo, ha secondo me, quindi manipolato la natura divina dell’uomo.

  5. CristinaKhay ha detto:

    Quando si prende in esame un argomento si viaggia sempre sullo stesso filo, da un’estremo all’altro. Talvolta il filo può diventare elastico, si tende allo spasimo e dopo un pò si rilassa. Questo filo è un concetto, un’idea, un comportamento, una personalità. Così nel ricercare quale sia la perfetta collocazione di Eros nella natura umana dobbiamo solo osservare quel filo, da una estremità all’altra. Non può essere contenuto tutto in cima, nè tutto in coda. Semplicemente, si estende.
    Ma la donna erotica e l’uomo erotico liberati dal giogo religioso, sono davvero liberi? Oppure restano comunque schiavi di una istintualità che
    conduce mente e gioco? E la pedofilia… fa parte di questo erotismo liberato, come lo era in antichità?

  6. DomusLaurentii ha detto:

    @ Cristina

    La libertà è una conquista personale, e non una regola sociale, perché quanto si presenta nel modo sociale, è una libertà data a fronte di un compromesso (leggi)
    La religione non solo limita la libertà, ma distrugge un pensiero.
    Tutto è peccato (sentenza, questa non raccomandazione) fuorché quello che io dico, e che allontana la natura dall’uomo.
    Anche la Bibbia non arrivava a questo, basta ricordare “Il cantico dei cantici”

    La pedofilia, non ha nulla a che fare con l’eros, ne attualmente ne anticamente.
    L’eros non è potere, è seduzione, è ricerca del bello e del piacevole.
    Nella pedofilia si crea una struttura sproporzionata, e il pedofilo diventa il sovrano, che fa del desiderio un fatto ipertrofico.
    È la sovranità della potenza…
    Eros comporta la più sacra inaccessibilità e inviolabilità dell’altro.

    L’eros, non è stupro, ne perversa violenza fisica…è rispetto del proprio desiderio, nei confronti dell’altro.

    Poi nella pedofilia non generalizziamo il concetto della immaturità di uno dei due…
    Non dimentichiamo che fino a 3-4 cento anni fa le donne andavano in moglie a 12-14 anni, oggi oggetto di argomento pedofilo, ma ieri normale e nella logica della potenza riproduttiva di una giovane donna.

    Non dico che sia stato giusto, questo, ne che questo faccia parte del concetto dell’Eros, ma dico che anche che questo era contemplato dalla Chiesa, dove nel matrimonio, e nella nobiltà, poi era concesso tutto.

    Ecco perché resto dell’idea, che la manipolazione dell’Eros, sia un fatto di soltanto potere temporale.

  7. TerribileStella ha detto:

    In mezzo a questo per ora breve dibattito, mi sento un pesce fuor d’acqua, poiché la mia cultura non arriva a tanto né in storia, né in filosifia.
    Posso pertanto parlare per come tutto questo influisca ad oggi nella mia vita, portando quindi più che un’opinione, una vera e propria esperienza: la mia!
    Figlia di un tempo moderno, ma non abbastanza tra le mie mura domestiche, come ho inizialmente commentato, mi reputo vittima di questo argomento.
    Non libera di vivere gioiosa le mie espereinze, non libera di cercare quanto di erotico ho potuto conoscere sognare, non libera di scegliere i miei limiti.
    Come Claudine credo che l’eros sia tutta una serie di sensazioni, non di fisicità.
    E’ erotico immaginare, annusare, sospirare, guardare, muoversi.
    Ben diverso dal possedersi, ben diverso dalla passione.
    Recenti studi, hanno verificato che l’eccitazione femminile è facilmente provocata dalla sola immaginazione, mentre per quella maschile è più efficace la vista del pensiero.
    La pornografia non c’entra, eros potrebbe essere sinonimo di essenza.
    Lorenzo parla di rispetto, di non padronanza e condivido a pieno anche su questo.
    Purtroppo condivido con lui il pensiero che il cristianesimo abbia dettato legge, costringendo ad avvertire peccato, errore e deplorevole, una delle sensazioni più elevate di un tempo ormai lontano. Costringendo così al debito, di dover espiare le proprie colpe, attraverso pagamenti di vario genere nel corso dei secoli.

    Chiedo scusa per il mio commento confuso e privo di ordine, ma non è stato facile scrivere quel che ne penso.

    Un caro saluto a tutti i partecipanti.
    TS

  8. CristinaKhay ha detto:

    @Lorenzo

    Quando io parlavo del filo di un concetto e di osservarlo da un’estremità all’altra, intendevo proprio includere le estremità che sono:
    a) da una parte il divieto imposto di pensiero e di azione ;
    b) dall’altra la libertà di pensiero e quindi di azione.
    Entrambi questi due punti fanno da causa uno per l’altro, si giustificano
    cioè a vicenda. E si alternano in moto perpetuo.
    Non è un caso che nella storia si è spesso assistito a periodi di forte
    libertà dei costumi ai quali poi seguivano le regole sociali più
    morigerate, e c’entra sempre la religione di mezzo, come morigera
    lei…nessuno 😉
    Questo vale un pò per tutto, ma specialmente in tutti quei settori dove l’istintività predomina.
    Perchè ti parlo di istintività? Perchè eros non è sicuramente un
    ragionamento fatto a tavolino, anche se talvolta certi discorsi possono predisporre l’animo ad altre dimensioni. Eros è alchimia suprema,
    connubio tra natura e anima, innanzitutto. E’ quella scintilla che provoca l’apertura interna, alla quale segue quella fisica. Per quanto mi riguarda, è il profumo dell’erba appena tagliata, o un’atmosfera intensa di un’ora
    particolare del giorno, o una iridescenza del cielo serale, una musica, un profumo, un colore, il vento. Ma potrebbero anche essere parole, tessuti, pensieri, sapori, ricordi, sogni. Eros è ciò che predispone a fecondare e ad essere fecondati, a molti livelli dell’essere, anche intellettuali. Non c’è limite a questa magia, si estende su tutte le cose visibili e invisibili.
    Tornando alla castrazione del pensiero da parte della religione, c’è da dire che la manipolazione delle menti con un esito pressochè ipnotico è voluto fortemente dalle stesse. La religione offre protezione contro i “danni” fisici e psicologici che potrebbero derivare dalla
    sperimentazione del proprio universo personale, dà una regola, un binario, offre una serenità preconfezionata. Ma non è una cosa esterna a noi, non è una dittatura spirituale, anche se potrebbe sembrare così per
    le mentalità che accuratamente è stata in grado di forgiare…

    La religione risponde a nostri bisogni profondi di armonia, di regola, di sapere a priori dove caspita si sta andando e perchè.
    Così come invece la libertà risponde ad altri nostri imperiosi bisogni di
    scoperta, di conoscenza libera e personale, di crescita senza stampelle, senza sostegno se non quello che liberamente scegliamo, tentando di dribblare le paure ancestrali dell’uomo che la religione ben conosce e sapientemente usa per direzionarlo a suo profitto.
    Sono arrivata a parlare di pedofilia perchè sotto la bandiera della libertà potrebbe sembrare che sia concesso tutto, nel caos totale. Portare l’uomo o la donna a ragionare sulla sola base istintiva è una cosa che deve far riflettere. Se siamo dotati di raziocinio, a qualcosa dovrà pur servire… O vogliamo prendere in esame certe realtà dove le bambine di 8/9/10 anni vengono vendute-sposate ad uomini più grandi ( dire di quanto più grandi è irrilevante, visto che anche un marito ventenne
    farebbe già un danno enorme anche solo a livello psicologico ) perchè
    hanno appena raggiunto l’età riproduttiva, come dici tu?
    Invito chi fosse interessato, alla lettura molto interessante dell’intervista a Frans de Waal, il più famoso primatologo del mondo. Forse ci aiuterà a capire qualcosa di più sulla nostra natura.

    http://www.unich.it/progettistisidiventa/REPRINT%20E%20INEDITI/Sciortino-DE-WAAL.pdf

    E questo qui di seguito è l’eden al quale aspiriamo… come vedi il filo è diventato un cerchio… 😉

    “I bonobo sembrano sottoscrivere il credo hippie degli anni 1960, “fate l’amore, non fate la guerra”. Essi fanno molto amore, e lo fanno in ogni modo immaginabile. Oltre ciò, essi sono anche molto amorevoli, mostrando sollecitudine e compassione vicendevole in molti modi. Nella società bonobo, come in quella umana, il sesso trascende la riproduzione. Serve come mezzo per legami, per scambiare energia e condividere il piacere.
    Il sesso permea il tessuto della società bonobo, interessando tutti gli aspetti della vita giornaliera. Esso serve una funzione importante nel tenere insieme la società, mantenere relazioni pacifiche e cooperative. Oltre al contatto eterosessuale sia i bonobo maschi che femmine si dedicano ad incontri sessuali con lo stesso sesso, e viene praticato anche il sesso di gruppo. Il contatto femmina-femmina, o “sfregamento GG (ragazza-ragazza)”, in realtà è molto più comune. Diversamente da altre scimmie, i bonobo copulano frequentemente faccia a faccia, guardandosi negli occhi a vicenda. Quando i gruppi di bonobo si incontrano nella foresta essi si salutano tra loro, si legano sessualmente, e condividono il cibo invece di combattere. Allo stesso modo, quasi ogni conflitto tra i bonobo viene attenuato da attività sessuale, dalla cura della pulizia reciproca, o dal condividere il cibo.
    Come gli umani, le femmine bonobo sono sessualmente recettive per gran parte del ciclo dell’estro. Gli scimpanzé (Pan trogloditi), al contrario, si accoppiano solo durante i pochi giorni nei quali una femmina è fertile. Generalmente, i maschi di rango nella società degli scimpanzé “prendono le ragazze”. Gli scimpanzé maschi fanno dimostrazioni di macismo per impressionare le femmine e possono essere assai veementi nelle loro richieste. Conseguentemente, le femmine scimpanzé non hanno molto controllo su con chi accoppiarsi. I maschi bonobo tendono ad essere un po’ più educati. Essi prima chiedono, mostrandosi in una maniera persuasiva ma non aggressiva, offrendo cibo o facendo altre proposte – e le femmine di bonobo hanno il diritto di rifiutare.
    Il comportamento sessuale delle scimmie bonobo, solleva impellenti questioni sulle radici della natura umana, ed è particolarmente impressionante in contrasto con la società degli scimpanzé. Gli studiosi continuano a studiare questo fenomeno unico e a dibattere sulle sue implicazioni.”

    -Traduzione da “Che cos’è un bonobo”-

    Se in molti campi importanti come l’aggressività, i rapporti interpersonali, il “sistema bonobo” funziona molto meglio del “sistema uomo” non è il caso di farci qualche domanda seria sul perché?

    Se le ragioni della eccessiva aggressività umana in tutti gli ambiti riguarda il modo di vivere la sessualità, non dobbiamo chiederci se non sia il caso di correggere il nostro rapporto con il sesso?

    Se le violenze sulle donne e sui bambini, la prostituzione forzata, ecc. sembrano praticamente inesistenti tra i bonobo, non dovremmo smetterla di lamentarci della immoralità e degli scandali e riflettere su una migliore organizzazione della vita sessuale?

    Di conseguenza, non dobbiamo chiederci se la nostra cultura, i dettami delle nostre religioni e le nostre convinzioni vadano modificate?

    queste informazioni sulle scimmie bonobo sono state tratte da :

    http://www.fainotizia.it/2007/12/18/pi-pace-agli-uomini-di-buona-volonta

  9. diabolika67 ha detto:

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    merita di essere vista 1bacio Emy

  10. CristinaKhay ha detto:

    Volevo fare una piccola precisazione, che mi è sfuggita l’altro giorno… Succede spesso che le discussioni permangano in me nei giorni seguenti. Continuo così a metabolizzare ragionamenti e posizioni, soprattutto le mie, perchè mi costringono a guardare nel fondo di me stessa. Il mio pensiero libero viene spesso confuso con la vita che ho scelto, mentre è il grande rispetto per l’esperienza umana e in generale di tutto ciò che riesco a concepire che mi porta a dare ampio margine ai ragionamenti, non escludendo mai nulla a priori e offrendo solo opinioni che ho maturato sino a quel momento. Da questo ampio margine di possibilità poi scelgo la mia vita, la mia condotta, e ben mi guardo dal ritenerla quella migliore solo perchè più adatta a me. Parlavo della società comportamentale dei Bonobi come di un Eden al quale aspiriamo, ma ho omesso il “forse”. Potrà sicuramente essere l’ideale per alcuni, ma io non sono tra quelli. Ma il bello del Paradiso, qualora ce ne fosse uno, è che ognuno se lo possa scegliere a misura d’anima, ed è ciò che realmente mi preme 😉

  11. EndlessDeep ha detto:

    A volte mi domando il senso di proseguire il filo logico di concetti non delicati, ma incarnazione d’espressioni tormentate collocabili nei contesti temporali d’anime avvizzite non dal vizio, ma dal tempo, appunto.
    Subiamo l’influenza degli antichi assiomi ed in essi riconduciamo l’anima trasfigurata in una nuova matematica riducendone l’aspetto, le complessità.
    Che grande delusione se tutto fosse realmente riconducibile ad una pura questione di “chimica”. Molti non avrebbero perso tempo, altri non avrebbero atteso e tutti, avrebbero vissuto.

  12. LorenzoDevanne ha detto:

    sono portavoce…o meglio “portacommento” del parere di una cara amica Carmen (alias Postida)…
    che mi ha fatto avere per via diretta il suo pemsiero a proposito…
    lo ritengo, come al solito, molto completo e propositivo di ulteriore discussione..

    Prima di affrontare il quesito che poni in questa discussione, ritengo doverosa una mia disquisizione, relativamente alla definizione dell’eros, non già dal mio punto di vista personale, ma attraverso un excursus dall’antichità ai giorni nostri, confidando di non tediarVi, come al solito.
    Nessun filosofo più di Platone ha accordato importanza all’”Eros” e contrariamente alla leggenda l’amore secondo Platone non è esclusivamente “platonico”: dedotto dall’unione unicamente spirituale degli amanti.
    E’ proprio la sua dottrina che rende possibile una definizione precisa dell’erotismo con le due inscindibili componenti, fisica e morale, e che oltrepassa la sessualità limitata alla sola procreazione. La sua concezione dell’amore, che egli attribuisce alle parole di Socrate, si ricava dalla lettura del “Convito” e del “Fedro”.

    Platone non sacrificò l’amore fisico, dove vide la fonte di tutto il resto. Infatti conferma l’amore dei bei sentimenti, dei bei pensieri e l’estasi di fronte alla bellezza fisica.
    Precisamente, nel “Convito” queste sono le sue parole : Chiunque voglia arrivare in fondo alla sua vera strada cominci da giovane a ricercare i veri corpi. Ma si raccomanda di non fermarsi a questa strada e di non attardarsi in eccessive manifestazioni affettive, perchè poi vengono l’età matura e la vecchiaia,con le loro diverse esigenze”. Dopo Platone è stato Schopenhauer che ha dato maggior importanza all’amore-eros, ma limitandosi a considerarne l’aspetto sessuale-genitale quale trabocchetto per perpetuare la specie.

    L’amore spirituale (“Convito”) di cui ci parla la sacerdotessa di Mantinea corrisponde esattamente alla sublimazione di Freud. Egli riprenderà Platone, ma anche il concetto dell’amore romantico quale sessualità sublimata nel congiungimento assoluto degli spiriti amanti; e l’Eros non è solo istinto sessuale (libido)ma energia che attraversa la psiche. Rispetto al Convivio si pone quasi arbitro e concorda, ne “Il disagio della civiltà”, con Platone nella visione dell’Eros istinto di vita “incarnato” che si contrappone a Thanatos. Egli tuttavia, da medico, scopre il sado – masochismo, come aggressività e autoaggressività, che corrispondono all’istinto di morte.
    Il “Convito” termina con l’ebbrezza dell’amore limpido, nel suo aspetto carnale e in quello spirituale. Ma il quesito se sia solo un mezzo di procreazione non viene sottoposto alle donne, che relegate, come s’usava nel gineceo, non parteciparono alla discussione.
    Nel “Fedro” Socrate pronuncia una palinodia in favore della passione e del delirio erotico, quale fonte dell’ispirazione poetica e anche filosofica, ma distingue un amore grossolano (“venere volgare”) destinato alla riproduzione e un amore raffinato (venere celeste) del “Bello ideale”.

    Secondo Platone si può amare sia secondo la carne che secondo lo spirito e sempre si tratta di desiderio da soddisfare in entrambe le manifestazioni. Eros quando parte non teme di assumere la sua forma più fisica, anche se in tale evento non s’innalza al cielo.
    Perciò Platone tenta di riabilitare moralmente l’erotismo e anche le donne di oggi dovrebbero ricordarlo. Fu certo tra i primi che teorizzò l’amore come il sentimento oscuro di una mancanza, di un desiderio inappagato di “ciò che non si ha o di ciò che non si è”
    Come mai si equivoca sempre sull’amore platonico? Si tratta di una banalizzazione dovuta alla concezione dell’unione spirituale degli amanti. In quanto Platone vide nell’amore anche la sublimazione dell’essere, la brama di assoluto e la ricerca dell’ideale. La bellezza fisica come primo passo verso la bellezza assoluta del Bene, elevazione verso la reminescenza delle idee. Anche la donna individuale singolarità rappresenta le virtù dell’Eterno Femminino.
    In quanto alla “pederastia” non c’entra molto. Nell’antica Grecia il maschio, anche il più virile, poteva provare piacere con un adolescente dalle fattezze femminee, di cui diventava un pedagogo che dona in cambio saggezza. Allo stesso modo Freud considerò bisessuale la primigenia natura umana. Il ogni caso è da discernere dalla pedofilia.

    E oggi? Fisiologi, filosofi, psicologi, poeti, s’interrogano invano sull’enigmatica ebbrezza picofisica dell’amore.
    Oggi l’erotismo è inteso come eccitazione sessuale finalizzata ad un piacere egoistico. Il pudore, il solo elemento che poteva scatenare il senso di trasgressione e il desiderio disvelamento attraverso la violazione di un tabù, ha ceduto il posto allo sfrenato esibizionismo desensibilizzante. Nè le immagini erotiche e l’ossessione sessuale consentono la formazione di ogni tipo di affettività. Altra manifestazione della desertificazione emozionale dei nostri tempi. L’uomo oggi privilegia quelle parti del corpo che sono indipendenti dalla personalità femminile; ormai è indifferente allo sguardo o al fascino di un viso: l’espressività è sostituita dall’”oggetto” con cui non può esserci dialogo né sintonia sessuale, ma un’insopportabile monotonia che alla fine richiede stimoli sempre più forti (fiorente mercato dei viados, pedofilia, chat line viaggi del sesso, ecc.)E’ la fine dell’amore con tutte le sue gradazioni di colore, con gli sfumati chiaroscuri; dell’erotismo che solo per un miracolo potrebbe ancora unire cuore, corpo, spirito, passione, desiderio,poesia.
    L’”amore” è diventato l’eccitazione di una settimana,contraltare di un’abulia erotico- affettiva, la pornografia da monitor, la volgarità estesa ai comportamenti delle donne, la brutalità, la melensaggine delle fiction, dei romanzi in serie, ecc.

    Io credo si possa dare il massimo di eros se ci si senta amati; il desidero sessuale è elettivo e selettivo.
    Il vero amore consiste nell’adattamento reciproco , in un’assimilazione con l’amato nel saper conciliare due incoercibili narcisismi.
    E’ pur vero che le corrispondenze che nascono dalla reciproca conoscenza dei corpi e delle anime può portare all’assuefazione uno dell’altro, e la consuetudine trasformarsi in usura. E la storia si ripresenta fatalmente negli stessi termini: due singolarità si ritrovano di fronte quali “mitologia” di dominanza virile e “mitologia” di seduzione femminile: si elimina la drammatica contrapposizione di tali qualità e difetti, e ci si affossa nell’abitudine. Perchè in amore è bene ciò che finisce male: una passione è effimera o insincera; è disagio, disinganno, una volta finita la schermaglia amorosa. E’ distanza, è assenza, è immaginario.
    Detto questo, passo al quesito che sottoponi: quello relativo all’avvelenamento dell’eros da parte del Cristianesimo. In tal senso, credo sia illuminante la lettura dell’enciclica di benedetto XVI “ Deus caritas est”, nella quale è lo stesso Pontefice che cita Nietzsche, che accusa la Chiesa di avere “avvelenato” l’eros. In realtà è l’eros malato e stanco di oggi, tentato dal disprezzo di sé e degli altri, ad essere avvelenato. E l’enciclica, parlando del Dio persona, appassionato come un amante e misericordioso fino a morire per l’altro, dice che ne è in realtà la medicina. Questa medicina è anzitutto il lavoro paziente di mettere insieme, unificare, riconciliare elementi che nella società e nella Chiesa rischiano di opporsi e dividersi: eros e agape, sentimento e volontà, giustizia e carità, amore di Dio e amore del prossimo, evangelizzazione e promozione umana, preghiera ed efficienza. Senza voler andare nel fondo della quaestio posta dal Papa, bisogna convenire che la Chiesa prende atto di una erronea dottrina didascalica nei confronti dei fedeli, ma la storia c’insegna che non è l’unico errore che la Chiesa ha commesso nei secoli. Quel che conto, quindi, a mio modesto parere, è l’attuale ruolo del clero, nei confronti di un’educazione cattolica, finalmente scevra d’ogni pregiudizio nei confronti del sesso, anche se molti ed altri tabù( che non sono però argomento di questa discussione) devono ancora essere superati.

    ipse dixit…

  13. DomusLaurentii ha detto:

    L’argomento merita un approfondimento, e per questo ritengo di perseverare nel tenere vivo ancora questo post, perché poi, non mi sembra che siamo andati in profondità di una cosa…ovvero dell’effetto dell’etica religiosa sull’eros, quale quello che gli antichi filosofi declamavano, e quale quello che poi noi nel nostro intimo sentiamo…

    Carmen, riporta sviluppi attuali legati all’enciclica del Papa attuale, e fa una analisi dell’idea attuale dell’eros…
    E questo che voglio approfondire..
    Io penso che la perversione nasce proprio dal divieto…
    Il senso di trasgressione si intende proprio su una cosa ritenuta “non buona”..
    Il veleno dato all’eros. È proprio questo..
    Snaturare il sentimento…quale quello che Platone ha ben rappresentato..
    Per farne….peccato…
    Mia figlia da piccola mi ricordava ad un mio divieto, che lei sarebbe stata molto curiosa, e l’avrebbe poi fatto, di aprire una porta, o un cassetto, di cui io ne avevo informazione di divieto senza una spiegazione razionale (dato che spiegazione non c’è)
    Se l’etica religiosa in fatto di eros, sia stata fatta per salvaguardare l’uomo dagli inganni degli estremismi come afferma Cristina, mi sembra una posizione di comodo.
    Io penso che il veleno sia stato per una forma di potere…nella questione delle emozioni.
    Dio non può volere questo…e nella Bibbia, il Cantico dei Cantici ne è l’emblema.
    Il peccato è appunto “un ricatto” per legare l’uomo all’istituzione religioso…
    Ci possono essere dei consigli..etici…ma non consigli che negano il libero arbitrio della natura umana del nostro corpo.
    Cristo dimostra la sua vita nelle tentazioni, e le sue scelte sono dovute al suo percorso, e al suo convincimento di progetto, ma non perché era regola…
    La regola viene posta da chi vuole fare della regola un potere verso altri.

    Entrare genericamente nella sfera dell’eros, mi sembra una posizione di presunzione etica invece, visto l’aspetto molto intimo e personale di questa “natura”…

  14. CristinaKhay ha detto:

    Ma siamo veramente sicuri che la libertà faccia bene all’eros? Eros è danza, sottinteso, velo…anche sguardo… perciò mi trovo d’accordo con Carmen…è molto interessante quello che dice… e devo dire che concordo soprattutto su questo:

    Oggi l’erotismo è inteso come eccitazione sessuale finalizzata ad un piacere egoistico. Il pudore, il solo elemento che poteva scatenare il senso di trasgressione e il desiderio disvelamento attraverso la violazione di un tabù, ha ceduto il posto allo sfrenato esibizionismo desensibilizzante. Nè le immagini erotiche e l’ossessione sessuale consentono la formazione di ogni tipo di affettività. Altra manifestazione della desertificazione emozionale dei nostri tempi. L’uomo oggi privilegia quelle parti del corpo che sono indipendenti dalla personalità femminile; ormai è indifferente allo sguardo o al fascino di un viso: l’espressività è sostituita dall’”oggetto” con cui non può esserci dialogo né sintonia sessuale, ma un’insopportabile monotonia che alla fine richiede stimoli sempre più forti (fiorente mercato dei viados, pedofilia, chat line viaggi del sesso, ecc.)E’ la fine dell’amore con tutte le sue gradazioni di colore, con gli sfumati chiaroscuri; dell’erotismo che solo per un miracolo potrebbe ancora unire cuore, corpo, spirito, passione, desiderio,poesia.
    L’”amore” è diventato l’eccitazione di una settimana,contraltare di un’abulia erotico- affettiva, la pornografia da monitor, la volgarità estesa ai comportamenti delle donne, la brutalità, la melensaggine delle fiction, dei romanzi in serie, ecc.

    … anche se ci sono molte eccezioni… ci sono ancora uomini che pongono l’amore davanti al sesso, come ideale affettivo di vita e come necessità primaria, ed io mi ritengo fortunata di conoscerne qualcuno 😉

    Lascio qualche informazione per riflettere seriamente, apparsa in un forum lo scorso aprile…riporta gli esiti di un convegno sulla sessuologia europea tenutosi a Roma:

    “Quaranta coppie italiane su cento non fanno l’amore. È il risultato di un rapporto sugli italiani a letto disegnato da sessuologi, ginecologi e andrologi che è stato presentato in occasione del IX Congresso della Federazione europea di Sessuologia tenutosi a Roma domenica scorsa.
    Secondo lo studio il calo del desiderio è soprattutto maschile ed è triplicato negli ultimi 10 anni. “Le coppie italiane alla tavola del sesso si comportano in modo davvero differente – spiega Chiara Simonelli, sessuologa dell’Università La Sapienza di Roma e vicepresidente della Federazione – eppure tutte sono riconducibili a quattro grandi categorie: le anoressiche, le bulimiche, le sazie e le inappetenti”.

    Secondo lo studio dell’identikit del 40% di coppie anoressiche fanno parte soggetti di circa 40 anni con una relazione consolidata, spesso con figli. Sempre più spesso sono gli uomini a ritrarsi, scappano dalle braccia della partner e si rifugiano in quelle di una prostituta o ancora più frequentemente in donne virtuali incontrate su internet. Lo studio afferma che solo il 30% delle coppie si può definire sazia, ha rapporti sessuali appaganti con una frequenza che soddisfa entrambi.

    La stessa Simonelli chiarisce alcuni punti in questione: “Abbiamo fatto una fotografia della coppia italiana oggi e possiamo confrontare i dati con quelli raccolti 10 anni fa. La prima cosa che salta all’occhio è l’aumento delle richieste di consulenza. Tra i problemi ricorrenti per l’uomo ci sono il deficit dell’erezione, l’eiaculazione precoce, che avviene a un’età media sempre più bassa. Nelle donne il vaginismo, che impedisce la penetrazione e dà luogo a matrimoni bianchi. Ma sono in grande aumento soprattutto le richieste di aiuto per problemi legati al calo del desiderio, derivante da problematiche di tipo relazionale.”
    Ne viene quindi fuori un maschio italiano ben lontano dagli stereotipi del latin-lover e del macho. Anzi. Sembrerebbe più interessato alle vicende della propria squadra del cuore che al coinvolgimento sessuale della propria partner, che viste le brutta si rifugia tra le braccia del ginecologo alla ricerca della “pillola salva-sesso”.
    Infatti è quello che afferma la Simonelli: “Negli ultimi dieci anni sono triplicate le richieste di intervento sul calo del desiderio e nella maggior parte dei casi chi ne soffre sono i maschi. Il mal di testa, che è sempre stato appannaggio femminile, oggi ce l’ha lui, però dice “sono stressato dal lavoro”. Ma il risultato non cambia.
    I motivi sono i più disparati, ma il più delle volte nella coppia di lungo corso, che sta insieme da almeno 2 o 3 anni, subentra da parte dell’uomo un distacco, una distrazione. Spesso il calo del desiderio è perciò solo dentro alla coppia. I fenomeni emergenti sono quello della dipendenza da internet (sesso e pornografia online) e la frequentazione di prostitute: i numeri sono molto cresciuti.”

    Proprio il sesso facile e immediato del web è uno dei principali deterrenti. “Grazie a YouTube e a una videocamera amatoriale – spiega la vicepresidente della Federazione – ma basta anche un telefonino, si filma la propria donna in atteggiamenti spinti e si manda in rete. Tutti la possono vedere, anzi tutti la devono vedere, ma nessuno la può toccare. E’ per questo che nei paesi che sono più avanti di noi dal punto di vista della diffusione delle tecnologie, come il Nord America, hanno osservato questo calo del desiderio molto prima che in Italia”.
    “Quello che stupisce è che sono le coppie più giovani ad avere meno voglia di fare l’amore”, spiega Salvo Caruso, presidente della Federazione italiana di sessuologia scientifica e docente di Ginecologia all’università di Catania. Spesso il calo del desiderio si abbina all’eiaculazione precoce, ragion per cui il rapporto non supera i tre minuti. “Dopo essere stati bombardati da occasioni e stimoli fin dall’adolescenza, a 25-35 anni non sanno gestire la sessualità”, commenta l’esperto.”

    Il fascino…il mistero…ha sempre qualcosa di proibito…
    Poi la poca scelta costringe la focalizzazione…e l’apprezzamento…
    Credo che sia qualcosa su cui meditare…

  15. DomusLaurentii ha detto:

    in riferimento al commento di Cristina

    non sono stato ben compreso, e la linea del mio discorso è stata disattesa…
    Non ho mai parlato di libertà, ma di un confronto tra il concetto di eros come era inteso nei filosofi antichi, e spesso ripreso dai molti filosofi seguenti, con il fenomeno della ghettizzazione dello stesso concetto, con l’avvento del cristianesimo.
    Quello che riporti tu, non è in discussione, ma stiamo parlano ancora di effetti, mentre sorvolimo sull’individuazione delle cause.
    Abbiamo già riportato il bellissimo concetto di eros nella filosofia greca, conosciamo in linea generale i costumi sessuali nell’antichità, ma ho sempre cercato di parlare qui, di eros, e non di sesso.
    Di pensiero di emozione , e non di genitali.
    Quella libertà che intendo rientra nella consapevolezza di esseri umani, nel contesto naturale, dove il pensiero, il cogito ergo sum, avvolge tutta una serie di emozioni e di comportamenti.
    La perversione, mi sembra di averlo già detto, e Freud insegna, nasce da alcune privazione incosce, di cui, secondo me, la religione ha le sue responsabilità.
    Il peccato, e il senso di colpa, sono fenomeni travolgenti, i cui pericoli nella psiche sono imprevedibili.
    Io penso che più che di regole, avremmo almeno bisogno di educazione, filosofica o scientifica, o fisiologica, davanti al problema, che ricordiamo, è uno dei concetti più naturali che possano esistere, come la fame e la sete.
    L’educazione nel rispetto di se stessi e dell’altro, della filosofia della vita e della morte, del piacere e del dolore.
    Questo mese Focus Storia ha fatto un dossier proprio sul sesso, il “sesso sacro”.
    Quello che segue un filo da millenni, e che alcune religioni ne hanno snaturalo l’essenza, per potere, io confermo.
    Le regole religiose, il concetto di peccato su una cosa così naturale e insita nell’esse vivente, hanno stravolto la psiche umana, provocando frustrazioni, violenza, ansia..eccc…che in una società consumistica ed edonistica come quella di oggi, non può che essere esplosiva e patologica.
    Si confonde l’istinto….erotico, come commercio solo e soltanto di carne.
    Oggi ci si annoia e si cercano estremizzazioni, perché poi non si vuole affrontare la vita con il cogito, che appaga, e che guida.
    E si consuma….
    Si consuma un atto sessuale, senza eros…
    Lui è morto….per colpa delle regole, che lo hanno relegato nelle segrete ell’intimo.

    fascino…il mistero…ha sempre qualcosa di proibito…
    Poi la poca scelta costringe la focalizzazione…e l’apprezzamento…

    Quello che dici, è proprio nel mito dell’ “androgino”…
    Il mistero è nella seduzione, e nella ricerca, intesa non come arrivo per un patto formale come un matrimonio, o un gioco di coppia, ma un percorso verso una fusione naturale.

    anche se ci sono molte eccezioni… ci sono ancora uomini che pongono l’amore davanti al sesso, come ideale affettivo di vita e come necessità primaria, ed io mi ritengo fortunata di conoscerne qualcuno

    Non ritengo che sia questa la formula del comportamento affettivo d erotico, è il solito dilemma “alibi”…perché distinguere amore e sesso…io parlo di EROS…..
    E non di agape o filen….
    Perché anche quel gioco è molto perverso, e spesso porta solo ad un grande inganno..
    Lo ritengo appunto un inganno, perchè cerca di distorce le nostre privazioni, e le nostre incapacità di spiegare alcuni concetti naturali…l’eros implica tutto…
    Il senso di fusione sacra, prescinde da ogni concetto linguistico, e differenziato…

    Riporto ancora un definizione antica di eros:
    “divina attrazione per la bellezza”….

  16. PostIda ha detto:

    Mi inserisco nella conversazione, esordendo col dire che, lì dove regna l’incomprensione, si inserisce la religione.
    Per meglio comprendere l’effetto della repressione sessuale e dei condizionamenti sociali associati, occorre fare un salto indietro nel tempo fino a giungere intorno al 3000 a.c. in cui fu stabilito da parte di qualche furbone del tempo, che la sessualità doveva essere regolata dalla Religione, in quanto erano gli Dei, attraverso i sacerdoti e gli stregoni, ad indicare le norme da seguire, mediante l’interpretazione della volontà divina. Anche la medicina era di esclusiva competenza dei Sacerdoti in quanto basata sull’assunto teologico che, qualsiasi disturbo fisico o mentale fosse causato dal peccato, cioè da un’offesa al divino indotto da potenze malefiche (diavolo). Quindi, poiché le malattie erano causate dagli Dei, i sacerdoti erano su mandato divino, gli unici in grado di esercitare la pratica medica. Tuttavia, non possedendo alcuna conoscenza medica, nelle cure usavano rimedi empirici e rituali esorcistici, per invocare l’intervento divino che, nella sua misericordia, poteva donare la guarigione. La Chiesa si propagandava quindi come grande esperta di Umanità, vicina ai bisogni dell’uomo. Dove regnava l’incomprensibile, subito si inseriva la Religione e quindi i Sacerdoti unici in grado di interpretare la volontà divina.
    I Greci, grazie al loro progresso culturale e civile, svilupparono la convinzione che non erano le leggi divine che dovevano regolare i comportamenti sessuali, per cui riuscirono a realizzare un’ideale di vita più umano e naturale, che non si basava su divieti morali imposti dalla religione. Quindi svilupparono l’idea di una sessualità associata alle forze del piacere e quindi cercarono di individuare le condizioni migliori, per realizzare una sana e moderata attività sessuale, in grado di limitare gli eccessi.
    A questa idea di libertà, si oppose, con una morale sessuofobica e repressiva, la religione con i suoi sacerdoti, filosofi e medici, che riuscirono a creare un’idea della morale in grado di inibire l’attività sessuale. Su questa base successivamente si sviluppò la morale sessuofobica del Cristianesimo.
    Nei secoli successivi il pensiero greco-romano iniziò a privilegiare il rapporto coniugale rispetto ad altri tipi, mentre le scuole classiche di medicina diffondevano l’idea di un effetto benefico dell’astinenza sessuale, in quanto ritenevano che l’emissione del seme maschile poteva nuocere alla salute. Diabolico, con un’idea molto semplice, basata sull’ignoranza, riuscirono ad inibire la sessualità della donna e quindi a contenere l’esuberanza sessuale dell’uomo.
    A quei tempi non esistevano ancora norme giuridiche che riguardassero la sfera sessuale. Il primo ad introdurre leggi sui comportamenti privati dei cittadini fu Augusto che regnò nel periodo compreso fra il 63a.c. e il 14d.c. Durante questo periodo furono emanate alcune leggi che definirono, l’accoppiamento di un uomo con una donna diversa dalla moglie, come rapporto illecito e lo qualificarono come stupro. Tuttavia l’impero romano fu anche caratterizzato da concezioni sessuali estremamente libere. Con la decadenza dell’impero romano e con l’adozione del Cristianesimo come religione ufficiale, il dominio viene assunto dal potere papale, controllato dalle famiglie baronali romane, che si contendevano il governo spirituale temporale della Chiesa, mediante membri della propria famiglia, insediati come Papi. Il Cristianesimo intanto aveva reso i principi concernenti la sessualità, nuovamente di dominio religioso e si adoperò affinché si praticasse una vigorosa repressione sessuale.
    Durante tutto il Medioevo il mondo cristiano, fu pervaso da un incontrastato dominio sessuofobico della Chiesa che, in nome di un trionfo dell’ideale monastico, instaurò un legame tra carne e peccato, al fine di poter predicare la mortificazione del corpo. Di questa scellerata e disumana imposizione furono vittime soprattutto le donne. Infatti la Chiesa riprese, in una prospettiva teologica, la tradizione misogina (cioè, il disprezzo per la donna) della cultura greco-romana, trasformando il peccato originale da peccato di orgoglio, in peccato sessuale, mentre la donna e il corpo divennero le peggiori incarnazioni del male. Quindi la Chiesa arrivò fino a disprezzare il matrimonio e a considerare il sesso come la principale fonte di peccato e si adoperò per imporre legislazioni sempre più severe nei confronti dei comportamenti sessuali. Infatti le streghe, i demoni, gli ossessi erano individui che venivano condannati quasi esclusivamente per questioni sessuali.
    Il motivo di questo scellerato disprezzo nasceva dalla convinzione della Chiesa che considerava l’amore una passione negativa, una malattia dei sensi che turbava l’animo, che allontanava l’uomo dalla religione.
    Con il Rinascimento inizia a crearsi un nuovo e più profondo interesse per l’attività sessuale che inizia ad essere considerata un sentimento d’affetto e non più un’attività necessaria solo per la riproduzione della specie. All’immagine nefasta della donna creata dalla Chiesa, si oppose quella creata dall’aristocrazia del tempo, in cui il rapporto d’amore, il desiderio e la passione erotica furono sublimati e la donna iniziò ad essere considerata come un essere superiore.

    La repressione della sessualità quando è priva di sublimazione, crea un disagio sociale ed emotivo in chi è costretto a subirla. Infatti diversi individui, vorrebbero avere dei normali rapporti sessuali con il proprio partner, però spesso non riescono perché, quando intimamente toccati, pensano di praticare atti disdicevoli, per cui finiscono per sottrarsi alle attenzioni. Spesso queste persone oltre ad aver subito l’ingerenza della morale sessuofobica della Chiesa, hanno dovuto sopportare anche una terroristica e bigotta educazione in ambito familiare e sociale, che ha compromesso la loro capacità ad amare e vivono la loro esistenza con un perenne senso di colpa.

    In questo lungo excursus, ho provato ad essere distante dall’opinione personale, dal momento che, come cristiana, con tutti i debiti condizionamenti dovuti alla formazione ed all’ambiente in cui ho vissuto( e non mi bacchetti Lorenzo, che spesso non si trova d’accordo con me su questo aspetto),la mia visione dell’eros è troppo distorta e forse ancor oggi pregna di pregiudizi e/o di prevenzioni, considerando che solo da qualche anno ritengo d’aver liberato la mente dai vincoli dello stereotipo, sin troppo radicato nella mia educazione, per approdare, finalmente scevra d’ogni repressione, a pensieri e/o fantasie di natura erotica. Va da sè, sempre per i motivi cui sopra, che non sono in grado di esprimere pubblicamente le mie sensazioni, considerando la mia inibizione a parlarne anche attraverso uno scritto( avrete notato che non scrivo, nè in versi, nè in prosa di erotismo…a qualsiasi livello si tratti).
    Mi scuso per la prolissità.

    Carmen

  17. Tiberias ha detto:

    È interessantissima questa discussione e mi scuso per aver letto troppo frettolosamente i vari interventi, correndo così il rischio di ripetere cose già dette o di trovarmi estraneo al vero problema. Ma mi son ricordato di un testo che (ormai parecchi anni fa) avevo preparato per dare agli allievi di una scuola magistrale un’idea del personaggio di Doniso. Mi sembra interessante riflettere sulle affinità tra Eros e Dioniso: ambedue portano scompiglio, uno attraverso il Desiderio, l’altro attraverso l’Ebbrezza, ma ambedue restano esenti dagli eccessi delle loro armi (frecce e vino). Anzi, Dioniso (il cui primo desiderio è di farsi riconoscere come Dio) può essere visto come il discrimine tra il lecito e l’illecito, tra ciò che è dominato dalla ragione e ciò che diventa preda dei sensi. Ed ecco allora accompagnarsi agli eccessi dati dal vino, gli eccessi causati dal sesso sfrenato, così che l’elemento sessuale in Dioniso diventa in un certo senso l’anti-Eros. La perdita di Eros diventa eccesso, fino a diventare morte (su un vaso greco si svolge un racconto che è come un moderno fumetto: dopo una scena di banchetto e libagioni sempre più copiose, appare Dioniso col suo seguito di danze orgiastiche, e il tutto si conclude con una vera e propria carneficina). Che cosa voglio dire? Forse una cosa molto semplice: che il mondo a un certo momento ha dimenticato la coesistenza di Eros e di Dioniso, o, come è nel titolo, ha fatto morire Eros e le conseguenze si vedono, e direi su tutti i piani, non solo quello individuale Ricordo una bella conferenza della figlia del grande Kerényi con un titolo molto significativo “Dioniso pacificatore della città“. Mi azzardo a dire che i greci sapevano che c’è una relazione tra ordine (o disordine) affettivo e il corrispettivo in ambito politico-sociale. Per tornare a noi concludo con una domanda: come reagisce l’uomo di fronte alla donna che negli ultimi quarant’anni è andata via via affermando (o cercando di affermare) la propria libertà e indipendenza anche nel campo affettivo? Andando alla riscoperta di Eros, o immergendosi nel seguito di Dioniso? La risposta è davanti a noi (ma forse anche “dentro” di noi). Un caro saluto da Tiberias

  18. Tiberias ha detto:

    Devo fare una precisazione, perché potrei essere frainteso, soprattutto con l’espressione “anti-Eros”. È vero, Dioniso può essere considerato in un certo senso l’anti-Eros, ma non dobbiamo dimenticare che anche lui è Dio! Ciò significa, in ultima analisi che anche l’orgasmo è “divino” (sembra forse dir questo banale, ma non bisogna dimenticare che per secoli non lo è stato). Non solo, ma la tragedia nasce proprio da chi non vuol riconoscere questa divinità: nelle “Baccanti” di Euripide la madre che corre con un’asta sulla quale crede di aver impiccato la testa di un leone, mentre si tratta della testa del figlio! Ma questo capita proprio perché ha scatenato l’ira del Dio (e la sua vendetta) per non averlo voluto riconoscere come Dio. È tremendamente complesso questo personaggio, ma ci mostra (se ce ne fosse bisogno!) la complessità dell’Amore che chiede, per l’equilibrio della persona, la coesistenza di Eros e di Dioniso. È Santo (e quindi Giusto) sia l’uno che l’altro. Poi, ad un certo momento si è “battezzato” uno di “Sacro” e l’altro di “Profano” (il titolo del famoso quadro di Tiziano – non dato dall’autore!!! – ce la dice lunga anche sul momento in cui c’è sicuramente stata una svolta… ma questa è quasi un’altra storia, sulla quale però sarebbe bello tornare). Per intanto auguro a tutti una bella giornata, Tiberias

  19. claudine2007 ha detto:

    Felice che la diatriba continui… a dire il vero… mi mancavano spunti di riflessione profonda e quindi bentornato a Lorenzo che ci dona nuovi spunti di discussione.
    Il mio ultimo [non proprio succinto] intervento risale al 29 luglio, nel quale mi ero più soffermata su estratti da una pubblicazione di Gasparotti… nel quale Eros è visto come Dio-Demone… per poi entrare in considerazioni molto personali e libertine. Non negando che il desiderio [e quindi il relativo erotismo o auto-erotismo] sono condizioni vitali per ogni essere umano definibile sano.
    Chiedo quindi venia a chi, come Carmen, forse troverà la mia espressione scritta molto licenziosa o addirittura perversa… E’ la mia natura inibita, dove non ho mai nascosto che il piacere sublime va gustato non solo [inizialmente] a livello mentale… Pur essendo anch’io cresciuta in un ambiente molto cattolico dove anche il solo mostrare qualche parte del corpo ignuda era atto di assoluta volgarità e quindi atto condannato. Il sesso è per me stato un tabù e non andava discusso in famiglia. Tutto ciò che quindi orbitava attorno alla “carne” era procrastinato e proibito… Ma questo tipo di divieto non ha fatto null’altro che accrescere la curiosità che è innata in ogni adolescente.
    Nuovamente posso definire, e qui sostengo pienamente il concetto dogmatico ed egemonico della Chiesa/religione avanzato da Carmen, che queste insensate visioni non propriamente hanno servito a migliorare o rallentare l’evoluzione umana in relazione alla sessualità.
    Chiaro, Gasparotti riprende la discussione basandosi sulla definizione dell’uomo nell’essere un animale politico, un animale erotico.
    Ammetto che le mie scarse nozioni di filosofia certamente non mi aiutano nel poter elucubrare sui diversi palcoscenici avvenuti nei secoli…
    Cristina afferma che l’etica religiosa ha trasformato l’eros “come trasgressione” con la scusante di voler salvaguardare gli uomini dagli inganni [?] e davvero penso anch’io che questa unicamente si tratti di una convenienza molto banale.

    Nell’excursus dall’antichità ai giorni nostri di Carmen seguito da Lorenzo, [che riesce così bene ed in maniera eccellente a riassumere in parole coincise ciò che altrimenti alla sottoscritta sfuggirebbe…] egli, dunque, cita Platone:
    “Platone non sacrificò l’amore fisico, dove vide la fonte di tutto il resto. Infatti conferma l’amore dei bei sentimenti, dei bei pensieri e l’estasi di fronte alla bellezza fisica. “
    Lorenzo asserisce quindi:
    “Io credo si possa dare il massimo di eros se ci si senta amati; il desidero sessuale è elettivo e selettivo. Il vero amore consiste nell’adattamento reciproco , in un’assimilazione con l’amato nel saper conciliare due incoercibili narcisismi.”
    Quindi tutto va ricollocato ad un fattore di “affetto”… sentirsi amati… nel quale di conseguenza si è portati alla ricerca di una modalità di convivere insieme, cercando di assecondare entrambe le esigenze vitali sui diversi piani fisici-psichici-spirituale.
    Ed il nostro demone Eros? Certo non esce di scena… 😉 interagisce, a rigore suo, o dolcezza dell’altro… poco importa ma il suo ruolo nel gioco della copia è di grande importanza.
    La chimica, è pur vero Carmen, ha indubbiamente una grandissima influenza… di un uomo mi può attrarre la sua sensibilità e spiccata saggezza [l’aspetto fisico ad una certa età diventa irrilevante] ma certo un fattore di empatia di pelle è pur sempre importante. Gli “odori” hanno [per quanto mi concerne] un influsso molto profondo… seguono “il tatto” che se procurato dal uomo che può cercare d’attrarre la mia attenzione [mi riferisco ad una semplice stretta di mano] arriva a farmi percepire “scintille” a livello d’energia…
    Non sono banalità… molti potranno convenire che non è unicamente il linguaggio conscio il canale di interazione tra esseri viventi! Gli animali non parlano… ma il contatto che essi hanno con gli umani sono di un’altra entità ma non di meno meravigliosamente coinvolgente…
    Cristina ancora cita il calo del desiderio principalmente tra i giovani [non prendiamo in considerazione le ragioni portate dalla pornografia o altri cyber-sex ecc… ]
    Forse non è dovuto tanto ai condizionamenti esogeni quanto più ad un fattore soggettivo… Un rapporto sessuale di 3 minuti?? Beh, allora P. Coehlo era abbondante coi suoi 11 minuti… scherzi a parte, penso che manchi qui la fantasia e la Passione [quella con la P maiuscola]… e qui il Demone Eros ci sa trascinare davvero Anima & Corpo…
    Ma anche questo è un tema off-limit, che non voglio toccare…

    (Mi complimento con Cristina che ha riportato una vera e propria analisi estremamente dettagliata ed interessante al commento #14)
    Sicuramente Lorenzo si accorgerà che sto divagando ed uscendo anch’io fuori tema…
    C’è così tanto da discutere, che essendo molto prodiga di natura mi ritrovo ad esprimermi in maniera piuttosto sconnessa, abbiate clemenza.

    Sono convinta che potremmo stare qui a discutere passando in rassegna ogni grande filosofo, del passato o recente, tutti hanno la loro visione precisa. Molti trovano sinergie con quanto già affermato da altri vissuti secoli prima, ma a volte più si argomenta e ci si accanisce su concetti “di routine” applicati come panacea ad ogni mali, arrischiamo veramente di banalizzare.
    Come Lorenzo sottolinea, concordo pienamente che la religione ha portato più danno che utili all’umanità. La Chiesa [ora considero unicamente quella cristiana] con la sua dottrina ha optato per scelte specifiche, castranti e atte a rendere i popoli schiavi d’un egemonia voluta per perseguire un unico dominio “potere-reale” e “potere-temporale”.
    Attuando questo controllo, mi sembra chiaro che l’eros (erotismo e sessualità) fossero stati presi di mira e condannati.
    Non mi dilungo, per non essere tacciata d’eresia posso specificare che mi riferisco all’Istituzione… per me Gesù di Nazareth è un Essere illuminato e quindi ha portato indubbiamente il suo contributo all’intiera umanità [che crede nella sua esistenza] seguendo le sue proprie tracce karmiche.
    Non so però se effettivamente l’attuale ruolo del clero sia veramente in visione di un’educazione cattolica priva di pregiudizi nei confronti del sesso… nutro forti dubbi… mi basta presenziare ad una normalissima messa della domenica per rabbrividire alle ostentate figure retoriche a dir poco antiquate che il Ministro urla dalla sua sacra cattedra.
    Ma… chi è senza peccato scagli la prima pietra…
    😉 preferisco mettermi le mani in tasca e volgere lo sguardo al Cielo… forse da lassù qualcuno avrà pietà di noi peccatori.

    Ma da ultimo riprendo la provocazione [perché la percepisco come tale, visto che sono donna 😉 ] di Tiberias:
    “come reagisce l’uomo di fronte alla donna che negli ultimi quarant’anni è andata via via affermando (o cercando di affermare) la propria libertà e indipendenza anche nel campo affettivo? Andando alla riscoperta di Eros, o immergendosi nel seguito di Dioniso? La risposta è davanti a noi (ma forse anche “dentro” di noi).”
    Tiberias… penso che un uomo saggio si sia perfettamente reso conto che nell’evoluzione della razza, era imprevedibile che la donna arrivasse a doversi “emancipare”… E’ forse si una questione di libertà ostentata [senza forzatamente dover divenire una Baccante] … una questione di “ruolo”? Di necessità? Di giusta condivisione con il partner maschile?
    Allora spiegami se per te il “dentro di noi” è davvero inteso come la piena partecipazione cosciente che la nostra Anima/Mente… non abbia un “unico” sesso… e quindi forse davvero abbiamo, a prescindere dal fattore fisico, la bipolarità biologica.. dell’Androgino…

    Serenità :-)claudine

  20. CristinaKhay ha detto:

    @Lorenzo:

    Ti prego di scusarmi, forse non ho centrato il tema della discussione… ma è che secondo me le cose esposte vadano a braccetto…
    L’eros non è altro che la fascinazione… la magia… ciò che porta alla preparazione per… che poi l’atto sia consumato o meno, forse ha una importanza relativa… ma ci credo poco…
    Nella separazione c’è sempre un guadagno…mentre invece è un tutt’uno… e come tale va trattato…

    All’eros si deve un grande potere… ossia quella di lasciare la mente nel sogno e il corpo nell’attesa.. in tensione estrema…sospesi…
    riverbera nella mente… e ci possiede…
    Ma se è fine a sè stesso… cioè se porta alla naturale fusione dei corpi… senza porre attenzione alla fusione delle anime… io credo che questo non sia per tutti… ognuno possiede una sensibilità diversa, una diversa soglia di “resa” e questa può essere molto profonda… quindi bisogna stare molto attenti con queste cose…
    Ora si tratta solo di portare l’argomento a terra…

    Riporto ancora un definizione antica di eros:
    “divina attrazione per la bellezza”….

    Quella divina attrazione… non è altro che la sollecitazione chimica indotta sugli ormoni dalla vista, la vicinanza, etc… di un esemplare femmina o maschio adatto ad una migliore selezione genetica per la riproduzione e sopravvivenza della specie…
    Certo che fa sognare…ci credo… 😉 Ma questo sogno dura poco… è un imbambolamento che la natura orchestra nel migliore dei modi… E’ una fantastica ebbrezza, uno stimolo incredibile…
    E forse anche l’innamoramento fa parte del pacchetto “all inclusive”…chi lo sa…
    Quando ci penso, mi dà fastidio questo nostro vivere in funzione della riproduzione, eppure tutto gira intorno a questo, tutto è espressione di questo,è innegabile… il nostro stesso respiro è un amplesso col creato…
    Ed in ultima analisi, anche l’amore lo è… ad un altro livello, in un’altra dimensione… non puoi separare l’amore dall’eros…o dal sesso…
    Io sento le estasi dei santi come amplessi d’anima col cosmo…
    E’ questa la nostra natura divina?

    Le regole religiose, il concetto di peccato su una cosa così naturale e insita nell’esse vivente, hanno stravolto la psiche umana, provocando frustrazioni, violenza, ansia..eccc…che in una società consumistica ed edonistica come quella di oggi, non può che essere esplosiva e patologica.
    Si confonde l’istinto….erotico, come commercio solo e soltanto di carne.
    Oggi ci si annoia e si cercano estremizzazioni, perché poi non si vuole affrontare la vita con il cogito, che appaga, e che guida.
    E si consuma….
    Si consuma un atto sessuale, senza eros…
    Lui è morto….per colpa delle regole, che lo hanno relegato nelle segrete ell’intimo.

    Le regole religiose cristiane si sono imposte su tutti i costumi sessuali ( e qui parliamo di sesso, poi l’eros ne fa le spese in conseguenza ;)…
    Ma questo della religione ai giorni nostri lo vedo tanto un caprio espiatorio… Ora si può scegliere…non ci vengono imposte con la forza certe dottrine…
    Il problema quindi non è nella religione…ma nell’uomo…
    Perchè ha aderisce a certe regole? Qual’è il suo bisogno?
    Vuole la sicurezza, dei confini sicuri…
    Cerca la prevedibilità per poi poterla controllare…
    Ma poi vuole il gusto della sfida e della battaglia…
    E soprattutto vuole la libertà…… ma poi non è capace di gestirla..
    Ed infatti non sarà mai libero… mai finchè avrà bisogno di un sogno…

    Io penso che più che di regole, avremmo almeno bisogno di educazione, filosofica o scientifica, o fisiologica, davanti al problema, che ricordiamo, è uno dei concetti più naturali che possano esistere, come la fame e la sete.
    L’educazione nel rispetto di se stessi e dell’altro, della filosofia della vita e della morte, del piacere e del dolore.

    Non c’è nessuna colpa, nessun peccato negli istinti naturali. Il mio istinto naturale che ho (purtroppo) di ingurgitare una tavoletta intera al giorno di cioccolata con le nocciole la devo ben disciplinare, altrimenti….
    I nostri istinti non sono guide infallibili. Sono strumenti in continuo perfezionamento, che si adattano alle continue scoperte e sperimentazioni della specie. Basta osservare il comportamento dei topi. L’esperienza di uno entra a far parte delle conoscenze di tutti…e davanti allo stesso pericolo ognuno “istintivamente” si comporterà nella maniera che salvaguarderà la sua vita…
    L’istinto non è un imprinting eterno e immutabile. E’ una conoscenza genetizzata, che si modifica man mano che la specie acquista più esperienza sul campo… C’è un filo telepatico che ci collega tutti e che attraverso pensieri e sensazioni condivide le informazioni di uno con gli altri…
    A queste condizioni non mi sento di promuovere l’istinto come mio timoniere. Tuttalpiù come suggeritore… 😉

    Perchè si consuma atto sessuale senza eros?
    1) continuiamo a separare, questo è il risultato…
    2) la facilità.
    L’eros è un preliminare che costa tempo, impegno. La mentalità maschile impera. Tutto e subito. E anche le donne seguono… Macchinone col finanziamento, bifamiliare chiavi in mano, paghi con la pensione, casomai.
    Perchè col sesso dovrebbe essere diverso?
    Quindi, via l’eros, non serve, tanto si ottiene comunque.
    Ci si annoia, hai detto bene…e nessuno vuole più aspettare.
    L’attesa e la pazienza ( entrambe virtù classicamente femminili ) sono morte. D’altronde… la vita è così corta che nella paura di perdere qualcosa… ci perdiamo davvero.

  21. CristinaKhay ha detto:

    @Tiberias:

    Per tornare a noi concludo con una domanda: come reagisce l’uomo di fronte alla donna che negli ultimi quarant’anni è andata via via affermando (o cercando di affermare) la propria libertà e indipendenza anche nel campo affettivo?

    Posso risponderti solo da donna, in questa vita…
    Curiosamente tu parli del campo affettivo…credo sia un sacrosanto diritto la libertà d’amare.
    Molto probabilmente all’uomo fa più paura questo della libertà sessuale.
    Ma è solo così che ogni scelta ha un senso.

    @Claudine:

    Mi ci perdo nei tuoi interventi… sono vari, interessanti e infarciti di quella raffinata cultura che a me manca…ti ringrazio della scorrevolezza con la quale ci intrattieni 🙂

    Il sesso è per me stato un tabù e non andava discusso in famiglia. Tutto ciò che quindi orbitava attorno alla “carne” era procrastinato e proibito… Ma questo tipo di divieto non ha fatto null’altro che accrescere la curiosità che è innata in ogni adolescente.

    I divieti, in una mente intelligente e curiosa come anche tu confermi, non fanno che spingere nella direzione opposta… Perciò affermavo che le imposizioni della religione sono influenti ma fino ad un certo punto…
    Insomma, il male non è tutto lì…

    Nuovamente posso definire, e qui sostengo pienamente il concetto dogmatico ed egemonico della Chiesa/religione avanzato da Carmen, che queste insensate visioni non propriamente hanno servito a migliorare o rallentare l’evoluzione umana in relazione alla sessualità.

    Infatti 🙂

    Allora spiegami se per te il “dentro di noi” è davvero inteso come la piena partecipazione cosciente che la nostra Anima/Mente… non abbia un “unico” sesso… e quindi forse davvero abbiamo, a prescindere dal fattore fisico, la bipolarità biologica.. dell’Androgino…

    Finchè il nostro modello di riproduzione dovrà avvalersi delle due componenti distinte, osserveremo la parte maschile da una parte, quella femminile dall’altra. Nel mondo animale comunque ci sono casi di autofecondazione…. quindi se questo è il percorso d’unione delle anime…non ci resta che aspettare ;)))

  22. Tiberias ha detto:

    Devo una risposta a Claudine che, col suo acume è andata a pescare nel mio scritto un’espressione che sicuramente ha bisogno di spiegazione: che cosa intendo con “dentro di noi”. Ebbene, io vedo (ma meglio sarebbe dire “mi sembra di vedere”) il rapporto uomo-donna su tre piani: quello fisiologico (sul quale non mi soffermo); quello del “ruolo”, difficile da definire per l’eterna questione se sia “naturale” o “indotto” (ricordo un esempio letto no so più quanti anni fa: un cortile con un muro e una palla: per un bambino di tre-quattro anni il muro sarà l’avversario, al limite il nemico, contro il quale calciare la palla con la maggior violenza possibile; per la coetanea bambina il muo sarà invece l’amico che le permette di lanciare la palla e riceverla di ritorno fra le proprie braccia). “Naturale” o no, in questo contesto l’esempio mi serve unicamente per sottolineare la complessità del problema, ma anche per dire che il “ruolo” ha senz’altro grande importanza nel rapporto fra i sessi. Ma c’è un terzo piano (al quale mi sembra che appunto Claudine alluda), e cioè quello che, per semplificazione, chiamerò “mentale”: Nel rapporto con una donna ci può essere un momento in cui, per il piacere di stare assieme (la bellezza, ma soprattutto l’intelligenza, la sensibilità, il profumo… e tante altre cose), per la comunanza di interessi, per una particolare situazione… ci si dimentica quasi del dato sessuale (dico “quasi” perché non è mai dimenticato – soprattutto se la donna piace -, ma in un certo senso “messo fra parentesi”, isolato). Penso che questo sia il grado più alto di “fusione” fra i sessi, quello che in un certo senso realizza il mito/sogno dell’androgino. Una fusione che se cercata unicamente nell’amplesso fisico non può realizzarsi (ed è qui l’inganno!). Ma è chiaro che se la situazione di perfetta “comunione” presentata sopra ha uno sbocco nell’amplesso, abbiamo allora realizzato il piacere più autentico e puro che la vita può darci. Ma è probabile (non mi sento di dire “è chiaro”) che sia l’approcio mentale (possiamo dire Eros?) a realizzare ( o almeno ad avvicinarci) al sogno della perfetta fusione tra i sessi: l’androgino. Claudine allude anche alle Baccanti e questo mi ricorda una battuta dell’omonima tragedia di Euripide, in cui Dioniso dice a Penteo che “si meraviglierà di vedere che sono caste”! Quali riflessioni apre questa battuta… ma sarano eventualmente per un’altra volta. Ora chiudo con l’augurio di una buona notte, Tiberias.

  23. fayum ha detto:

    Vorrei lasciare un commento probabilmente piu’ incisivo di quello che invece mi trovero’ a scrivere,semplicemente perchè l’argomento è stato già ampiamente sviscerato sia con riferimenti storici che con contributi filosofici di tutto riguardo..quando si giunge in un discorso già inoltrato è difficile ricongiungere tutti i bandoli della matassa e quindi dare i vari commenti a ciascuno dei presenti.. è che come entrare al cinema quando già proiettano il secondo tempo..sicuramente la trama è comprensibile ma parecchi passaggi sono sfuggiti e meriterebbero anche la visione del primo tempo..nondimeno io credo che fondamentalmente sia gli uomini che le donne che partecipano a questa discussione siano tutti concordi che l’overdose di sesso propinato in tutte le “salse” abbia ucciso tanto quanto il cristianesimo (che io considero con tutti i suoi dogmi una forma di castrazione mentale che non si ferma solo alla sfera sessuale, ma qui di quello si sta parlando quindi inutile allargare il discorso con qualcosa di non pertinente) l’Eros come pensiero, come mistero, come lenta scoperta dell’altro in tutte le forme possibili non dimenticando che il passaggio come parecchi hanno sottolineato è una pulsione dell’anima che giunge alla mente e veicola la sua energia verso qualcosa o qualcuno sotto forma di attrazione “erotica” che non sempre è finalizzata all’amplesso anche se questa puo’ essere una conclusione importante perché é sicuramente nell’amplesso che il pathos porta a tanathos..cioè a quella specie di morte apparente provocata dall’acme che chiude il cerchio…a questo punto tutto sembrerebbe perfetto ma e c’è un ma l’atto stesso conclude anche quella ricerca d’infinito che è insita in ciascuno di noi, quella ricerca che nasce proprio dalla consapevolezza dell’irraggiungibilità dell’infinito come vera ricerca di vita..percio’ e qui riporterei proprio un verso dell’epilogo di Romano Gasparotti ” Amare veramente l’altro sta nel saper fare della separazione e della reciproca esclusione cio’ che ricongiunge i separati senza sopprimere la loro separazione, ma anzi proprio grazie alla loro separazione e nella piu esclusiva delle distanze”. E’ solo quando gli amanti sanno custodire tra loro la piu’ esclusiva delle distanze che Eros sprigiona la sua forza piu’ tremenda.
    Mi congedo augurando a tutti una felice giornata,
    Arsinoe

  24. CristinaKhay ha detto:

    @Arsinoe:

    E’ solo quando gli amanti sanno custodire tra loro la piu’ esclusiva delle distanze che Eros sprigiona la sua forza piu’ tremenda.

    E’ bellissimo questo pensiero 🙂

  25. fayum ha detto:

    @Cristina..è bellissimo ma non vorrei venderlo come mio è sempre tratto dal libro di Gasparotti..solo che per me è davvero tutto riassunto in questa frase!
    Un’abbraccio,Arsinoe

  26. MarcoforEver ha detto:

    Eros non è morto si è solo evoluto…

    Questo sembra di dedurre dalle considerazioni che leggo fin quì condensate

    “Il cristianesimo dette da bere ad Eros del veleno; costui in verità non ne morì, ma degenerò in vizio”

    Queste, sono parole importanti in quanto latrici e ispiratrici dei messaggi che piu’ mi hanno colpito. Nessun Platone ne a nessuno altro, ma solo alla riflessione che ognuno di Voi mi ha indotto

    Quando Lorenzo dice in buona sostanza, che il cristianesimo ha demonizzato l’eros trasformandolo per certi versi in una sorta di peccato, ha certamente ragione. Ma non è il solo esempio, il cristianesimo ha piu’ o meno dettato delle regole di vita generalizzate, ed indicate per il contesto storico che le ha generate. Ancor prima nel vecchio testamento, troviamo comandamenti precetti etc. che analizzati da fonte esterna altro non sono che regole di vita. La demonizzazione di Eros, vista con gli occhi di allora . diventa un freno necessario, applicare la regola del minore dei mali,

    Tiberias:

    Mi sembra interessante riflettere sulle affinità tra Eros e Dioniso: ambedue portano scompiglio, uno attraverso il Desiderio, l’altro attraverso l’Ebbrezza, ma ambedue restano esenti dagli eccessi delle loro armi (frecce e vino). Anzi, Dioniso (il cui primo desiderio è di farsi riconoscere come Dio) può essere visto come il discrimine tra il lecito e l’illecito, tra ciò che è dominato dalla ragione e ciò che diventa preda dei sensi. Ed ecco allora accompagnarsi agli eccessi dati dal vino, gli eccessi causati dal sesso sfrenato, così che l’elemento sessuale in Dioniso diventa in un certo senso l’anti-Eros. La perdita di Eros diventa eccesso, fino a diventare morte (su un vaso greco si svolge un racconto che è come un moderno fumetto: dopo una scena di banchetto e libagioni sempre più copiose, appare Dioniso col suo seguito di danze orgiastiche, e il tutto si conclude con una vera e propria carneficina).

    Chiaro che andava messo un freno, ma a volte il rimedio è peggiore dei mali.

    Nei secoli successivi il potere mediatico esercitato dal clero si è sempre piu’ consolidato, e non solo, era per la maggior parte dei suoi rappresentanti imparentato con i potenti dell’epoca. Ricordiamo che nelle famiglie reali Il primo figlio era l’erede, il secondo andava alla chiesa il terzo all’esercito. In questo clima si formano personaggi di potere ecclesiastico, che trasformarono secondo il loro tornaconto e secondo la loro ‘castrata’ mentalita’ ogni tipo di ‘vizio’

    Carmen:

    Quindi la Chiesa arrivò fino a disprezzare il matrimonio e a considerare il sesso come la principale fonte di peccato e si adoperò per imporre legislazioni sempre più severe nei confronti dei comportamenti sessuali. Infatti le streghe, i demoni, gli ossessi erano individui che venivano condannati quasi esclusivamente per questioni sessuali.
    Il motivo di questo scellerato disprezzo nasceva dalla convinzione della Chiesa che considerava l’amore una passione negativa, una malattia dei sensi che turbava l’animo, che allontanava l’uomo dalla religione.

    Scelleratezza o tentativo di rivalsa di personaggi di alta carica ma di basso profilo ?

    Lorenzo :
    C’è quindi secondo me, un grande inganno.
    Nei termini della filosofia dell’eros e dell’amore.
    Ritengo che tutto ciò nasce, dal bisogno di governare le menti, e i movimenti di pensiero.
    Tanto che il peccato, rende debitori, in un certo senso..

    E hai perfettamente ragione la principale funzione e aspirazione della chiesa in quel periodo era esattamente quella governare, indirizzare…
    E inculcare nell’animo umano che peccare allontanava da Dio o meglio, faceva dispiacere a Dio, e quindi prostrava l’animo e lo relegava in un angolo, introducendo il concetto di coscienza, come dispiacere, malinconia, perdita del paradiso…

    Cristina :

    il nostro stesso respiro è un amplesso col creato…
    Ed in ultima analisi, anche l’amore lo è… ad un altro livello, in un’altra dimensione… non puoi separare l’amore dall’eros…o dal sesso…
    Io sento le estasi dei santi come amplessi d’anima col cosmo…
    E’ questa la nostra natura divina?
    E ancora :
    Ma siamo veramente sicuri che la libertà faccia bene all’eros? Eros è danza, sottinteso, velo…anche sguardo…
    … anche se ci sono molte eccezioni… ci sono ancora uomini che pongono l’amore davanti al sesso, come ideale affettivo di vita e come necessità primaria

    Claudine:
    Come Lorenzo sottolinea, concordo pienamente che la religione ha portato più danno che utili all’umanità. La Chiesa [ora considero unicamente quella cristiana] con la sua dottrina ha optato per scelte specifiche, castranti e atte a rendere i popoli schiavi d’un egemonia voluta per perseguire un unico dominio “potere-reale” e “potere-temporale”.

    Arsinoe:
    ” Amare veramente l’altro sta nel saper fare della separazione e della reciproca esclusione cio’ che ricongiunge i separati senza sopprimere la loro separazione, ma anzi proprio grazie alla loro separazione e nella piu esclusiva delle distanze”. E’ solo quando gli amanti sanno custodire tra loro la piu’ esclusiva delle distanze che Eros sprigiona la sua forza piu’ tremenda.

    Lorenzo:
    “Io credo si possa dare il massimo di eros se ci si senta amati; il desidero sessuale è elettivo e selettivo.

    Ci sono due argomentazioni principali in tutti i vostri interventi e portano a due strade distinte.
    Una è l’asserzione che il Tabù rende vietato e quindi appetibile e trasgredibile qualsiasi atto, e questo per natura umana. Quindi Eros sarebbe degenerato in parte in violenza, trasgressione, quando invece era sublimazione dell’atto, non stupro non sottomissione come dice giustamente Lorenzo.
    La seconda è che eros per molti non prescinde da amore e quindi da fusione, forse è proprio la ricerca dell’essere unico unica anima, una fusione che non è solo di mente o di eros ma un amplesso che prescinde il tempo e immortala un attimo tanto da tatuarlo dentro. Ma forse Ci vorrebbero nuovo nomi per questi nuovi ‘Eros’ e ‘Amore’ che l’evoluzione ha voluto vivi.

  27. Tiberias ha detto:

    CristinaKhay

    Probabilmente all’uomo fa più paura questo (la libertà di amare) della libertà sessuale.

    Certo, questo è uno dei problemi centrali (e io toglierei decisamente anche quel “probabilmente”). Semplificando un po’ le cose direi che la libertà sessuale per l’uomo (soprattutto un certo tipo di uomo: quello che si sente “cacciatore”) è una pacchia (e ognuno capisce il perché); la “libertà di amare” mette invece l’uomo di fronte a una responsabilità verso la quale non tutti sono preparati: quella di tener vivo il rapporto, di dover conquistare (riconquistare) ogni giorno l’interesse e l’amore della compagna. Una volta l’uomo otteneva il “possesso” della propria donna “finché morte non vi separi” e poteva addirittura compensare il piacere negato nel letto coniugale frequentando le prostitute. Oggi la situazione è ben diversa: la libertà di amare e l’indipendenza rivendicata dalla donna può far paura all’uomo, che si sente continuamente sulle spine, non sa bene che cosa fare affinché l’amore non muoia. Con ciò non voglio assolutamente dire che la donna sia diventata “leggera”, nel senso della “la donna è mobile”, anzi, se ottenuta nella libertà la scelta è veramente degna di un tale nome! C’è una scena, in uno dei teatri più belli che conosca: “La donna del mare” di Ibsen, che mi sembra indicare il senso che deve avere questa nuova mentalità: ad un certo momento la protagonista, doppo anni di tranquillo matrimonio, riceve la notizia che sta per giungere un uomo con cui, nella lontana giovinezza si erano amati alla follia e che, cotretto ad allontanarsi, le aveva però promesso che un giorno sarebbe ritornato a riprenderla. La donna resta sconvolta e (semplifico) decide di raccontare tutto al marito, chiedendogli la libertà di poter partire con questo uomo. Per il marito evidentemente la cosa è molto dura, ma siccome le vuol bene (vuole il suo bene) le dà il suo consenso. E allora la donna gli dice che resterà con lui: doveva sentirsi libera per prendere una simile decisione. Vengono i brividi pensando che Ibsen scriveva questo esattamente 120 anni fa! Che cosa abbiamo aggiunto in tutti questi anni? Quali progressi abbiamo fatto? Che cosa ha portato di nuovo la cosiddetta “rivoluzione sessuale” dell’ultimo quarto del secolo scorso? Non mi sento, ora, di dare una risposta, preferisco augurarvi un buon fine settimana, allietato da qualche bella lettura (o rilettura, e perché no, qualche pagina di Ibsen?!), Tiberias

  28. fayum ha detto:

    @Tiberias Ho letto la donna del mare (anche Casa di Bambole e Brand)quando lo scrisse era chiaramento influenzato dalla “corrente romantica”..ma quello che espone Cristina e che tu puntualizzi è cosa vera fa piu’ paura la “libertà di amare” ma neanche come nel caso del libro di Ibsen o nella trasposizione teatrale che tu citi come scelta fra due persone..piuttosto proprio il concetto di “Amare”. L’amore rende estremamente fragili e se una persona comprende quanto amore ha dentro di sè e come potrebbe devastarla certamente se ne tiene alla larga.Certo puo’ vivere nella sua vita delle storie anche piuttosto intense (soprattutto nella fase dell’innamoramento) ma la concessione vera di mente-anima-corpo che è la trilogia dell’amore quella è rischiosa…perché quando avviene questo tipo di fusione li’ nasce il pericolo il cuore (che racchiude le tre cose) è scoperto è carne viva pronta a sanguinare da un momento all’altro..perché è raro che si possa produrre in entrambi lo stesso stato di tensione emotiva (vissuto con le tre componenti) nello stesso modo e per la stessa durata di tempo.
    @Marcoforever…si è evoluto? Non lo so..io credo che se non si vuole entrare nella spirale dell’amore la frase di Gasparotti “E solo quando gli amanti sanno custodire tra loro la piu’ esclusiva delle distanze che Eros sprigiona la sua forza piu’ tremenda” è quella che meglio la rappresenta..irraggiungibilità=maggior pulsione erotica.

    Buon fine settimana a tutti,
    Arsinoe

  29. claudine2007 ha detto:

    🙂 Cristina
    Ti prego, non entriamo nella diatriba del “modello di riproduzione”… che forzatamente deve avvalersi delle due componenti distinte (non siamo [ancora] ermafroditi)…
    In te denoto, preponderante, la complessità dell’essere emotivo, passionale, forte e determinato… tipico del segno di fuoco!… eh già… il Segno di Fuoco…
    Grazie per l’apprezzamento dato ai miei interventi, che trovo sconclusionati ed a volte tanto ricolmi di “empatica semplicità”… tanto da renderli banali. Sono quella che sono. Ma soprattutto… una donna passionale!
    Molte volte è appunto la passionalità latente (oppure espressa) in un essere umano a rendere i rapporti più complicati.
    Certo, Gasparotti ci getta il “ponte sopra il fiume” con la sua locuzione “quando gli amanti sanno custodire tra loro la piu’ esclusiva delle distanze che Eros sprigiona la sua forza piu’ tremenda” [con arguzia ed abilità parafrasato da Fayum che addirittura vedrebbe il tutto riassunto in quest’unica frase, che tutto scagiona e tutto imprigiona, con tale puerile semplicità…], nulla di più comodo e semplicistico, che poi tu rilevi come “bellissimo pensiero”…
    Mortificata. Ho letto affascinata il libro di Gasparotti consigliato da Lorenzo.
    E’ diventato un testo di studio… con tracce di matita, postit e foglietti… Vissuto, insomma… in ogni sua singola frase!
    Ma appunto, “pensiero” rimane… questa non è la realtà ed ognuno di noi che qui apporta il suo contributo, ne è perfettamente consapevole.
    E’ un semplice nichilismo, voluto forse ad occludere ciò che è la “concretezza” pratica che vita ci impone?
    E se sempre si vogliano “unicamente” mantenere le distanze… è una situazione di comodo, un semplificarsi la vita evitando i confronti diretti e i collegati riflessivi impatti.
    E’ semplice decidere di distanziarsi e crearsi una zona-cuscinetto… più arduo è assecondare il confronto, cercarlo, quindi doversi accludere a tutto ciò che un rapporto comporta.
    L’amore auspica proprio questo “impermeabilismo” unicamente per assecondare il Demone Eros nella sua forza più tremenda? Aiutatemi a convincere la mia ignoranza.
    Sono d’accordo che può accrescere la curiosità, il desiderio, l’interesse di percepire l’altro nel suo più complesso metabolismo… ma non dimentichiamoci che la Vita reale non è quella virtuale.
    Cibernetico è divergente dal materiale tocco d’una carezza e di un bacio… dall’assaporare un contatto appropriato seppur casto e ligio della morale dei coinvolti.
    Ed ora permettetemi finalmente di esplorare oltre, divagando (come mi piace fare)…

    Ogni fantasia preclude o cerca di sovrastare realtà che vengono confrontate durante il percorso vitale.
    Non dimentichiamoci: qui siamo nel virtuale! Voi CONOSCETE il mio viso, le mie molteplici espressioni fisionomiche, il colore dei miei occhi, della mia pelle, le mie aspirazioni e fobie… Purtroppo [con un paio di eccezioni] io non conosco nulla di voi… e forse (non essendone neppure certa) il vostro vero nome!
    Quindi… già giochiamo ad un gioco nel quale le regole non sono chiare, ma appunto, tutto si agita e sviluppa nel virtuale… Io posso affermare… in quanto conscia della mia peculiare fragilità…
    Perché ci comportiamo come ci comportiamo… o perché crediamo di comportarci in una tale maniera poiché siamo convinti di comportarci in tal senso?
    Onestamente, se qc. mi avesse posto la domanda un anno or sono, avrei risposto impettita che gli umani si comportano in maniera condizionata dalle loro esperienze di vita (diretta ed indiretta), dall’ambiente vitale nel quale devono loro malgrado convivere e (non meno importante) dalle loro impronte karmiche.
    Qui metto un punto. Volutamente non entro nel merito. Non ne sono più così certa, dacché seguendo Tracce e verificando assiomi… ho trovato troppe divergenze congrue e tangibili.

    🙂 Tiberias, grazie per cogliere il profondo senso del mio disquisire, senza interporre barriere specifiche… Denoto in te una sensibile capacità di analisi… seppur a volte incongrua al mio Essere Donna… certamente complicata ed estremamente poco superficiale.
    Vero che il rapporto uomo-donna (e vice versa) sul quale volutamente tu non ti soffermi…. è forse LA Tematica sulla quale il nostro discorso dovrebbe essere rapportato. Ma penso non sia questo lo spunto di riflessione al quale Lorenzo ci voleva condurre.
    Anche se in fondo è proprio questo quesito, al quale con o senza l’apporto del Demone Eros, i nostri soliloqui finiscono per cozzare contro la barriera del reale e del doversi confrontare gli uni con gli altri.
    Molto fine e sentita l’allegoria del muro e della palla… che effettivamente non può che sottolineare l’enfasi del problema e la sua reale importanza.
    E come, ahhh perspicace la tua audacia, ti sei accorto del 3° livello al quale io ingenuamente sempre faccio allusione: il piano mentale (legato all’Anima Spirito).
    Tu alludi alla Fusione!
    Certo, molto distanziata dal paradigma accettato senza remore da Fayum poiché solo concettualmente intende il messaggio superficiale di Gasparotti… presto o tardi arriviamo al “dunque”… Ma la magia è proprio celata lì: in quel “dunque” nel quale la fusione raggiunge il suo massimo apice. L’agape? La condivisione sublime a puro livello energetico di ciò che è la reale natura dell’Essere Umano concepito a sembianze divine?
    Sono un’eretica? Eh no, guarda che non sono parole mie, quindi non lapidarmi per queste asserzioni.
    Fusione non può essere accreditata “all’esclusiva distanza” dacché compete un reale scioglimento di più livelli fino ad assemblare un’unificazione (quasi) mistica.
    Questo è per me Eros. Eros è il preludio – la magia dell’infatuazione – il gioco del piacere di piacere ed il piacere del piacere piacersi [rubato da Lorenzo] unito alla magia della seduzione (appunto non sono parole mie!)
    Questa è la realtà alla quale l’essere umano è confrontato. Certo è semplice nascondersi dietro tende e zendadi… ma è pur sempre un voler “sfuggire”…
    E se veramente la perfetta fusione alla quale, presto o tardi ci si confronta in ogni tematica trattata sulla Domus, è la fusione… l’Androgino platoniano…
    Ribadisco che la Mente/Spirito/Anima è asessuale. Forse è solo un fatto di accettazione… e di convivenza, visto che non abbiamo comunque altra scelta ponderata.

    Perdonami se ti ho solleticato le elucubrazioni di Tiberias (che so a te ardiscono ben oltre il ponderato) con la battuta delle Baccanti… come con Baudlelaire, Verlaine e Rimbaud… mi ritrovo con poeti che hanno le loro fantasie 😉 graziatemi… ho solo voluto “calcare la penna” e siate esulati da un ulteriore lirica magari parafrasando impossibili orge tra gli dei! Per me… caste proprio non erano!
    🙂 con te e Fayum posso concordare sull’idea che l’amore rende fragili, specialmente quando non è amore condiviso ma unicamente unilaterale. Devastante allora se chi dona incondizionatamente diviene martire, e posso capire che si possa arrivare al punto di tarpare le ali alla concessione vera ed al scioglimento di Anima&Corpo nella fusione sublime ultima. Di fatto… è un atto eccelso, magico che richiede preparazione ed iniziazione. Come in passato… nel lontanissimo passato. Mi chiedo… se c’è una persona che sia in grado di accettare, senza pregiudizi, questo sacrificio viscerale ed incondizionato.

    :-)Carmen
    A volte mi chiedo, riferendomi alla repressione della sessualità, di chi veramente sia la “colpa” sempre che si possa parlare i colpa…
    Hai pienamente ragione ad affermare che crea un disagio sociale ed emotivo… ma questi individui non sempre appartengono ad una classe bigotta che si sente sopraffatta dall’egemonia ecclesiastica!
    I problemi esulano, il più delle, volte dal fattore d’appartenenza religiosa
    [Excursus: mi permetto una battutina sarcastica, libertina ed acida… l’omosessualità tra il clero.. portata a volte verso la pedofilia… non mi sembra sia intralciata dal fattore dell’educazione religiosa…] Chiedo venia per questa cattiveria!
    Ora per “grattare” nelle ferite che ci fanno sentire martiri del cristianesimo puritano…
    ti faccio una domanda molto personale, alla quale non sei tenuta a rispondere in questa sede. Unicamente si tratta di una specie di allusione… alla quale solo tu stessa potrai in tutta onestà rispondere.
    Non ti è mai capitato di provare per una donna (sesso opposto al tuo) una sorta di incongruente e differente attrazione che ti portasse a delle riflessioni approfondite, forse un po’ anomale?
    Cosa, nel senso più profondo della circostanza (naturalmente non legata ad un fattore estetico preponderante) ti attraeva?
    Pensi ancora che la mia allocuzione inerente il “dentro di noi” visto come possibilità riflessa ad un unico sesso e bipolarità non è forse un dato di fatto… piuttosto che una sterile fantasia…?
    Siamo tutti Androgini… rinchiusi in un corpo che solo ci accompagna per “un” determinato percorso… questo… E queste Tracce d’Anima [sublime Lorenzo!] che tutto malgrado ci troviamo a ripercorrere null’altro sono che la catarsi da ciò che siamo stati… da ciò che perseguiamo follemente… da ciò che forse mai potremmo raggiungere ed essere.
    Personalmente non credo che Lorenzo ti bacchetti… anzi, conoscendo la sua profonda stima per te nutre, sono convinta che ritiene importante e benefica ogni tuo intervento in questa sede.
    Ed io non posso che essere felice d’apprendere da una persona che ammiro per la sua saggezza ed accuratezza…

  30. fayum ha detto:

    @Claudine…Sapevo che avrei provocato la tua indignazione con il mio pensiero…ma siccome mi conosci, sai che non sottovaluto le cose e che non sono cosi’ riduttiva…ma un po’ provocatoria questo si ed ero certa che questa mia forma cosi’ contratta di esposizione avrebbe generato un altro momento di discussione…

    Felice Serata, Arsinoe

  31. DomusLaurentii ha detto:

    ancora una volta mi faccio “portacommento”…ovvero Cludine mi segnala di aver avuto mozzato il suo intervento…cerco di ricurcirne la parte mancante e finale…quindi prendete nota…sono parole di Cludine…

    ….accuratezza d’espressione.
    Pur sempre si tratta di una “visione” personale… Carmen, a discapito di ciò che è la nostra educazione scolastico-sociale.

    🙂 Marco
    Bello ciò che tu riproponi.
    In maniera così incisiva e con sagacia, da far risaltare spunti precedentemente trattati.
    Ma questo penso sia parte esplicita della tua accortezza, il “sottolineare”… cosa che anche io faccio periodicamente ogni qualvolta mi trovo un testo interessante tra le mani (per poi ritrovarmi una sorta di “trattato” con annotazioni in matita e pasticci evidenziatori).
    Bene, Marco.
    Per te Eros, il grande Demone per eccellenza, si sarebbe “unicamente” evoluto… 😉
    Diciamo che se Eros accettò di bere…. come minimo Dionisio (figura retorica pienamente accolta da Tiberias) lo travolse nell’impeto della passione trascinandolo seco…
    Certo nell’Antico Testamento molti dei testi erano ancora “sacrileghi” (visti nell’ottica estremamente puritana dopo il I° concilio vaticano nel quale si stabilì il Pastor aeternus)
    La chiesa ha portato le modifiche “necessarie” a stabilire l’egemonia del clero sopra il popolo…
    E qui mi sembra, tutti concordiamo.
    Per l’appunto il nostro ospite Lorenzo afferma che il cristianesimo ha demonizzato l’eros trasformandolo per certi versi in una sorta di peccato.
    Peccato… (susate l’eufemismo…)!!!
    Giustamente Marco continua a vessare che il cristianesimo ha piu’ o meno dettato delle regole di vita generalizzate… ed io sono concorde (scusatemi, e non unicamente perché io segua una filosofia “diversa” da quella dettata dal cristianesimo…)
    Ma si deve riuscire a convivere, dacché non vi è altra possibilità reale che permetta di modificare lo status nel quale ci troviamo a vivere.
    Comunque non ci si dovrebbe ad ogni costo emulare quali vittime!
    Anche qui, troppo semplice nelle citazioni.
    (Mi viene da ridere se penso a chi ultimamente mi hanno definita “una Jeanne d’Arc”, forse paradossalmente tessendo ilarità ed incongruenza… ma sempre e solo perché NON sanno chi veramente sono!)…

    Io ammetto d’essere una sognatrice per eccellenza, facendo mia ogni recondita fantasia che [a volte meramente nei tratti lirici o prosaici] prende vita e mi trascina in avventure a dir poco fantastiche! Ma anche questa, non è realtà.
    Ed in questa Realtà irreale, come tutti voi, soffro.
    Se tutto è una mera proiezione della nostra Mente/Anima/Spirito… possiamo quindi sublimare anche l’influenza del Demone Eros sopra il nostro quieto
    Nella fisica quantistica (cito unicamente estratti anche a me poco chiari poiché non di mia competenza) è provato a livello scientifico che il potere della Mente umana è immenso. La sua capacità è quindi ampliamente studiata ed in laboratorio evidenziata nella pratica: siamo Energia allo stato puro. La nostra struttura molecolare (non solo a livello celebrale) è talmente perfetta che non vi è ombra di dubbio che siamo in “fase evolutiva” ed ancora molto è da scoprire…
    Non dirò altro… perché non è il mio Messaggio.
    Serenità
    )

  32. CristinaKhay ha detto:

    @Claudine:

    Non ho letto il libro di Gasparotti, ma quel “ponte sopra il fiume” per quello che ho inteso da questo pensiero che Arsinoe riportava ( forse l’ho interpretato nella maniera meno corretta, ma mi sono fidata unicamente delle sensazioni che mi aveva suscitato )…

    Quando gli amanti sanno custodire tra loro la piu’ esclusiva delle distanze che Eros sprigiona la sua forza piu’ tremenda ….ecco, questa distanza non è una fuga e non è un alibi. Ma soprattutto non è nascondersi e nè è vigliaccheria. La distanza che ho inteso non è tanto geografica quanto d’azione…è intesa come capacità d’attesa, sul terreno del desiderio… ed è lì che si attua il piano logistico della seduzione…e le armi mentali o fisiche che siano vengono sfoderate…
    Ma la seduzione è sempre della mente… ed è lì che ha effetto…
    Eros è una azione-reazione mentale…
    E’ convincere, attrarre, interessare, rapire…
    E’ stupire… avvolgere, accogliere…
    E’ assetare… E’ affamare….
    E’ una possessione mentale e spirituale, è il punto di resa di entrambi…. è la fusione degli impulsi mentali, delle reazioni chimiche e l’allineamento di quelle fisiche…
    Ci vedo molta poca distanza in tutto ciò…
    E al contrario…molto, molto coraggio…
    Perchè sono partite che spesso lasciano vinti sul campo di gioco…

    Una attenzione a parte merita la seduzione nel web..
    Perchè anche il web non fa eccezione…proprio perchè agisce sulla mente… e al buio…
    Perciò la responsabilità di ognuno sta nel conoscere le armi…soprattutto le proprie… Perchè spesso credendo di conquistare si viene conquistati… e spesso feriti molto profondamente… Ma è l’obolo da rendere ad Eros ed alla sua freccia… Seduzione…
    E non dobbiamo mai dimenticare il ruolo che ancella Vanità ha in tutto questo…
    Concordo con te che i contatti reali sono auspicabili, ma ribadisco che è responsabilità di ognuno capire per tempo con chi si ha a che fare…

    Un abbraccio da Fuoco a Fuoco :))) ( il mio molto sommesso, per verità…chi mi conosce lo sa bene )

  33. fayum ha detto:

    @Cristina…molto spesso abbiamo la stessa visone delle cose…e questa è proprio una di quelle volte!

    Felice giornata,Arsinoe

  34. claudine2007 ha detto:

    🙂 Cristina
    Certamente la tua allocuzione combacia perfettamente con il mio pensiero (e non solo perché sono donna), difatti credo unicamente d’essere stata un po’ fraintesa… visto che a volte purtroppo ho l’orrenda abitudine di scrivere e scrivere senza rileggere… portando in maniera esasperata il concetto “finale” senza dare sufficiente peso/enfasi al processo. Vedi, miro al risultato!
    Assolutamente concordo con la finalità espressa da Gasparotti, anzi trovo che siamo stupendamente meraviglioso poter considerare questo avvicendamento di fotogrammi mentali che portano le persone coinvolte con lentezza e ponderatezza ad avvicinarsi (anche se solo a livello psichico)…
    Cartesio la chiama “desiderio del gradimento” ed è forse la spinta motivazionale più forte presente nell’essere umano… poco importa se ricollegata alla sfera della sensualità/affetti o ad altri livelli della piramide di Maslow (o al vecchio concetto epicureo).
    :-)Fayum
    Indignazione? No, carissima, credo che forse non hai letto a fondo il mio noioso esposto… e perché dovrei sentirmi indignata? insolito che tu abbia potuto anche solo pensarlo, ciò potrebbe ferirmi…
    Ho semplicemente osservato, con grande ingenuità che tra il dire ed il fare… c’è di mezzo il mare!
    E’ per questo che sottolineo la difficoltà nell’attuazione “a fondo” di questo concetto meravigliosamente casto.
    Ogni sognatore (mi definisco uno di loro) porta nel cuore la frase di Gasparotti, così sublimata:

    “Quando gli amanti sanno custodire tra loro la piu’ esclusiva delle distanze che Eros sprigiona la sua forza piu’ tremenda…”

    E come Cristina evidenzia, non si tratta di banalizzare sulla distanza misurabile in chilometri.
    Forse allora bisognerebbe trovare la referenza etimologica della parola “amanti”… io sono ignorante in materia e solo mi sono appigliata al concetto generalizzato di comune utilizzo nella lingua italiana.
    Comunque siamo qui per discutere, purtroppo a puntate, e senza poterci guardare in faccia!
    Troppo bello sarebbe poter usufruire di un reale punto d’incontro… nel quale sarebbe preponderante la necessità d’essere umano di guardare, osservare atteggiamenti e movimenti, misurarsi con ciò che è già dentro di lui, agevolando una “rotonda” di discussione (più appagante di un forum medianico) dove l’interazione è solo a livello scritto…
    Mi sento più a mio agio quando posso esteriorizzare a voce, portando via via dei correttivi alle mie asserzioni quando mi accorgo che l’interlocutore non ha afferrato il senso del mio esposto. Non sono brava a scrivere, anche se si potrebbe essere presi in inganno a pensare l’opposto.
    Penso si imparerà a riconoscere la mia impudenza come sfumatura caratteriale che però mai tende a portare zizzania o ferire… prendetemi così come sono… una sognatrice pasticciona innamorata della vita, dell’amore e di tutto ciò che può generare dalla sincerità.

    Una serena domenica
    :-)claudine

  35. fayum ha detto:

    @ Claudine…tu scrivi benissimo e lo sai…e sognatrici lo siamo entrambe..e forse anche tu hai frainteso la parola “indignazione”..il mio messaggio era piuttosto giocoso..ma ovviamente un messaggio non porta i colori che ha l’espressione visiva…
    Amanti..io senza andare a scomodare l’etimologia e senza entrare in quella che è l’accezione piu’ comune del termine per il quale è usato, direi “esseri” che amano l’arte della seduzione soprattutto mentale..perché è proprio la mente che fa nascere le migliori pulsioni, anche quelle erotiche..

    Ti auguro una meravigliosa giornata, Arsinoe 🙂

  36. claudine2007 ha detto:

    🙂 fayum
    molto dolce Arsinoe, grazie per il complimento… che accetto con gioia!
    🙂 allora diciamo che sono un po’ modesta e conosco i miei limiti… grammaticali e sintattici, per questo affermo che a volte ho difficoltà ad esprimermi per iscritto… ed ho interpretato il termine “indignazione” in maniera errata.
    Ad entrambe non manca la favella! e l’abilità nell’usarla… avremo modo di rifarci con la famosa tazza di tè… magari già la prossima settimana!
    Ti tengo i pugni, abbraccione
    :-)claudine

  37. CristinaKhay ha detto:

    @Claudine:
    proprio ieri una persona con la quale ho l’affettuosa abitudine di intrattenere conversazioni telefoniche mi diceva: devi essere più chiara quando scrivi ! Perchè il nocciolo del tuo pensiero c’è sempre… ma bisogna cercarlo col lanternino! Insomma, penso una cosa e ne scrivo mezza, quando va bene… Anche per me la parola scritta è un limite, nonostante la prolissità a volte dei miei interventi… e proprio per i motivi che citi tu…. in una conversazione il tono, un’appoggiatura, un’enfasi particolare può cambiare letteralmente il senso della frase e farla comprendere a dovere… ( ne so qualcosa… sto facendo un corso di doppiaggio cinematografico )… E quindi ci sono tutta una serie di sottintesi ( sottotitoli) che qui nello scritto mancano… Ma proveremo a fare del nostro meglio… Accidenti come è difficile però… :)))

    Una curiosità:
    amante: agg. che ama, che è incline ad una data cosa; s.m.e f. chi ama, chi è legato da amore, spesso illecito, a persona di sesso diverso

    La stessa descrizione indica il collegamento profondo per mezzo dell’amore… quindi la distanza è solo simbolica…

    Auguro a tutti voi una serena serata… un abbraccio stretto
    Cri

  38. fayum ha detto:

    @cristina…se parliamo di Eros la sua essenza sta proprio nel desiderare il desiderio a questo punto il “desiderio” è destinato a rimanere irrealizzato..perchè diversamente implicherebbe il possesso di cio’ che si anela.Ed é proprio nell’istante
    in cui si “possiede” l’altra metà che paradossalmente il desiderio cessa di esistere perchè la distanza che rendeva cosi’ “bramato”il nostro oggetto del desiderio si è accorciata e l’energia che era tutta protesa verso questa agognata finalizzazione si spegne..si è vero parrebbe un pochino masochista questo concetto ma il demone Eros in fondo altro non è che la ricerca smodata di un desiderio che cresce esponenzialmente con l’inaccessibilità della persona amata…o diversamente l’accessibilità dovrebbe essere solo intravista si’ da ricreare lo stesso stato di tensione che porterebbe a rigenerare il primordiale impulso emotivo ed erotico nei suoi confronti…

    Felice serata a tutti,Arsinoe

  39. CristinaKhay ha detto:

    @Arsinoe:

    Infatti… ciò che dici si incastra perfettamente con quello che dicevo sull’attesa e della sua mancanza al giorno d’oggi…
    Il percorso che si fa per arrivare ad una meta… che potrebbe restare anche sempre percorso senza arrivare mai…questo è il desiderio, la molla…Eros…
    E il fatto che oggi imperi il tutto e subito…toglie molto alla magia di un incontro… ma non parlo solo tra due persone…
    Anche nell’assaporare certi momenti… quei momenti sospesi che ti inducono a scrivere o a sognare…
    La fretta, la frenesia uccide tutto questo….
    Quello che dici mi fa venire in mente che in fondo è l’emozione che conta…e che cos’è l’emozione se non una tensione interna…quella stessa tensione che Eros genera e dalla quale è generato?
    Ti auguro una serata tranquilla ma non troppo… la serenità è uno stato necessario per rigenerare mente e corpo… ma per chi possiede una mente dinamica e attiva come la tua e la mia, sono sicura che la preferiamo solo in piccole dosi 🙂
    Un abbraccio
    Cri

  40. DomusLaurentii ha detto:

    Trovo una bella conversazione, anche in mia assenza…e tanti sono gli argomenti “a latere” che sono emersi, interessanti e provocatori…
    È naturale sforzarsi a trovare teorie e pratiche, pensieri su quanto rappresenta l’eros, per l’essere umano, ci si sforza da millenni, diciamo la verità, e il problema, per quanto si vede qui, in questa umile dimora, e quanto si vede nella letteratura e nei saggi specifici, ancora non trova soluzione..
    Come l’amore…
    L’eros, è un elemento che ci appartiene, che fa parte della nostra struttura psichica e corporea…che necessità di essere parte importante del nostro “essere” ed “esistere”…
    Ma qui parliamo delle manipolazioni, che sono state fatte al “naturale” esistere in noi…
    L’eros è parte bella di una visone, che religioni ed etiche artefatte ne hanno avvelenate la naturalezza del loro guidare nel piacere del bello, e del “divino”.
    Non è evoluzione o trasformazione quello che hanno creato le religioni, caro Marco, è solo inganno.
    Inganno, come ho già detto per il potere delle menti, e spesso anche dei corpo, con l’alibi della ricerca delle anime.
    E la bellezza vera è evaporata, nei meandri delle nostre perversioni, obbligate dalla paura e dalla “ghettizzazione” dell’istinto.
    Io non posso che restare alla filosofia greca, che secondo me, meglio di tante altre civiltà, hanno rappresentato l’essenza del pensiero umano nei millenni.
    E non posso che tornare a Platone:l’anima umana, caduta dal mondo intellegibile in un corpo (Fedro), prova durante il suo esilio terrestre la nostalgia del paradiso perduto; è l’Eros, di cui il Simposio, ci permette di cogliere la natura tramite una allegoria, la nascita di Eros, il cui padre è “espediente” (Poros/) e la madre “indigente” (Penia/); deprivato come la madre, Eros aspira all’opulenza del padre: l’amore è pertanto innanzitutto una TENDENZA, e mania () quando incontra nella bellezza terrestre il ricordo di quella celeste…tuttavia l’oggetto dell’amore è oltre la bellezza la fecondità della bellezza.
    È questo che fa paura alla Religione, questa divinità nell’Eros che io non posso che condividere.
    È quella parte divina di noi, che si esterna tramite la ricerca della fusione…
    L’involgarimento dell’Eros, è appunto dato dalla restrizione dell’istintività.
    E arriva “il peccato” in qualche cosa che ha solo il bello e il piacevole, in quanto avvicina con l’emozione al celeste.
    Si, l’Eros, è stato avvelenato.
    E la filosofia, e ancor di più la poesia, cerca di ridare all’Eros, la posizione reale che gli appartiene nel nostro emisfero esistenziale.
    È il lato, incastro perfetto del triangolo, con la mente e l’ anima…
    nous-eros-psyke

    e non casuale la “provocazione” di Tiberias, riguardo la “donna”…è un argomento che mi interessa molto, e che ci vorrò ritornare nella Domus…
    ma una cosa è certa, nell’avvelenamento dell’Eros, e nella concezione “limitativa” del bello dell’Eros, è stata coinvolta la donna, subendone gli effetti blasfemi di questo concetto, tanto da diventare in un certo periodo storico, proprio nel massimo dell’avvelenamento dell’Eros, il capo espiatorio, del “peccato”, da diventare fonte del danno e del misfatto.
    E ne è stata la prima e vera vittima di questa grande manipolazione, intima.
    Ma questo filo dissacratorio della donna, è molto più sottile e lungo, la donna nella sua grande rappresentazione dell’Eros, è in effetti una “forza” generativa incredibile…che paura provoca…
    Fortuna che da qualche decennio, ci sia un riposizionamento culturale e sociologico della donna “Donna”

    Lorenzo

  41. TerribileStella ha detto:

    Io invece, aspetto una nuova conversazione Lorenzo… perché manco da troppo tempo per rientrare in merito della conversazione…
    Ma colgo l’occasione per salutare tutti coloro che partecipano e TE.
    Baci

  42. PostIda ha detto:

    Passaggio veloce, perchè ho una fretta del diavolo,ma mi sembrava interessante proporvi un ateoria di un mio amico, con il quale dialogavo sere fa, su questo argomento. A suo dire, e la cosa non mi dispiace, almeno sulla linea del pensiero, l’eros è stato ucciso, o meglio avvelenato come dice Lorenzo, dal 68, dalla minigonna( nello specifico ad ogni tipo di abbigliamento che non sottolinei la sensualità e la femminilità della donna), da certa emancipazione pseudo femminista che ha posto il piacere dell’uomo, nei confronti dell’universo maschile, in una funzione più trasgressiva e poco coinvolgente, in secondo piano, rispetto a quanto accadeva in passato. Sempre secondo il mio simpaticissimo interlocutore, in tempi in cui le procacità femminili erano sapientemente ” nascoste”, da un delicato gioco di drappeggi che lasciava immaginare tanto e tanto altro ancora, l’eros interagiva in maniera fattiva ed attiva nel gioco del piacere, per di più accentuato da una biancheria intima di grande stimolo sensuale( si pensi alla giarrettiera, al reggicalze e ai rigidissimi busti tipo guepiere), che oggi ha lasciato il posto ad un abbigliamento più pratico,ma sens’altro meno eccitante. Sarebbe un bel discutere sugli effetti che ha provocato la moda sull’eros, nel corso degli anni. Ora, però, devo proprio andare…intanto io ho lanciato la pietra nello stagno…me la tirerete addosso???
    No, vi prego…non sono Maddalena…
    …ma, semplicemente

    Carmen

  43. fayum ha detto:

    Un passaggio fugace ma con una proposta teorica di tutto rispetto..io concordo con il tuo amico..non v’è dubbio alcuno che il tutto spiattellato uccide ogni forma di Eros ed aumenta anche un calo di desiderio o un incremento pornografico a seconda dei casi.La seduzione nasce infatti dal celare buona parte del corpo, lasciando intravedere solo un piccolo particolare per esempio un reggiseno un po’ particolare che fa timidamente capolino da una camicia un po’ austera o una calza autoreggente che si puo’ intuire solo con un sapiente accavallo di gambe…questo alimenta la fantasia ed è chiaro che non puo’ che generare maggiore pulsione erotica dettata dallo scoprire anche con tempi di attesa lunghi cosa si celi sotto quell’appena intravisto…anch’io vado un po’ di fretta ma sono convinta che la “femminilità” vada difesa ad oltranza nel sapiente gioco della seduzione…seduttiva non è di certo colei che espone tutto cio’ di cui è dotata, ma che lascia intuire con i capi di abbigliamento che la valorizzano cio’ che potrà essere gustato..utilizzando la giusta parsimonia nell’accostamento,un top che lascia vedere la schiena nuda dovrà sempre essere abbinato ad un pantalone che copre le gambe per quanto meravigliose esse siano….delle gambe esibite dovranno essere accompagnate da un una copertura quasi monacale di busto e braccia…insomma è questione di stile ..bisogna sapersi oltre che porre anche vestire nel modo piu’ appetibile anche Hume come parecchi filosofi del settecento si interesso’ della moda..quindi sicuramente l’abbigliamento gioca sicuramente un ruole importante nel potente ingranaggio della seduttività..

    Felice serata, Arsinoe

  44. fayum ha detto:

    P.S. chiedo scusa per la ripetitività di qualche parola ma ho scritto di getto e ho riletto solo a commento pubblicato!

  45. LorenzoDevanne ha detto:

    faccio riferimento alla provocazione di Carmen, e al pensiero di Arsinoe, in proposito….
    io NON sono assolutamente d’accordo….
    qui si parla di altra cosa, a proposito dell’avvelenamento dell’eros…perchè nel caso del 68, l’uomo avrà avuto dei problemi, certamente, ma solo perché si è ritrovato davanti una donna più scaltra, determinata, che faceva del corpo una sua arma, e ha fatto delle sue scelte una idea…
    l’emancipazione dei costumi, non provoca la morte dell’eros, in assoluto..
    fa emergere altri problemi di potere..
    quel tuo amico, come molti uomini, cara Carmen, sono intimorito dalla nudità di una donna, dalla loro capacità di usare il corpo autonomamente e non a regole stabilite da uomini….
    Che poi spesso la donna tende a esagerare a mercificare questo aspetto, è una altra cosa…
    Io penso che è solo un problema di assestamento.
    In questo caso entra in gioco la posizione della donna davanti all’eros, posizione per secoli limitata ad oggetto, o colpa di un peccato originale, che solo una religione o alcune religioni le hanno imposto…
    La donna è stata oggetto di un inganno colossale…oggetto passivo e “profano”.
    L’Eros, non fa distinzioni…
    La donna ha le stesse capacità, le stesse emozioni, i stessi diritti, i stessi desideri di un uomo…
    e averne riconquistato gli spazi non potrà che fare bene, nel recupero del vero Eros…
    la morte dell’eros, è la perversione, che nasce dalla ghettizzazione dell’eros, e dalla moralizzazione fiscale delle religioni dal potere temporale….

  46. LorenzoDevanne ha detto:

    L’Eros, deve vivere e alimentarsi di libertà assoluta….
    senza limiti…ne tecnici, ne morali, ne tanto meno di costume….

    non bisogna imprigionare queslo concetto nei labirinti del soggittivo del bene e del male…
    del consono e del meno consono…del elegante e del volgare…
    del bello e del brutto…
    si deve lasciare all’istinto del piacere di vivere l’emozione…senza se..e senza ma…

  47. fayum ha detto:

    @Lorenzo..ma sugli stessi diritti siamo d’accordo io parlavo del fatto che oltre agli stessi diritti la Donna ha anche tutto un potente arsenale da dispiegare a suo favore prima di giungere alla nudità..e credo che concorderai che prima di arrivare ad avere tra le mani un bel corpo nudo è bello assaporarne la giusta attesa data anche dall’abigliamento di cui essa è corredata…o vogliamo negarci la seduzione?

    Rapido passaggio Buona serata

  48. LorenzoDevanne ha detto:

    @Arsinoe
    ma lasciamola alle donne questa libertà…

    il corpo è un ingrediente importante dell’eros..
    non il solo…
    ma sicuramente uno dei tre…elementi importanti..
    ma quello che io non sopporto, le regole di alcuni su altri…degli uomini sulle donne…
    di pochi su molti….
    parlo dell’Eros…chiaramente..
    il vero eros….
    la perversione il voyeurismo…sono conseguenze di una cultura di ghetto…
    la libertà porta all’equilibrio…
    e poi come nel marcato, e nella conzorrenza…sono le domande e le offerte, la qualità e l’efficienza del pensiero a discriminare….
    la minigonna…è stata una grande rivoluzione contro lo scatolamento della donna, come è ancora nel mondo islamico…
    il nudo non è una destinazione, ma un percorso….uno strumento….non un fine…

  49. fayum ha detto:

    @lorenzo..ma io sono assolutamente d’accordo tanto è vero che la minigonna anch’io la indosso..io parlavo del fatto che l’eros puo’ venir maggiormente alimentato proprio da un sapiente utilizzo dell’abbigliamento..tutto qui..per il resto non posso che concordare
    Buona serata

  50. LorenzoDevanne ha detto:

    @Arsinoe…
    ma certamente…ma questo è una questione di stile…
    come nelle poesie
    come nella dialettica..
    addentrarci in questi discorsi serve solo a trovare un alibi…
    per la salvaguardia del potere religioso ed occulto contro l’Eros
    o per giustificare l’impotenza per manifesta inferiorità degli uomini…

    suvvia….L’Eros….è tutt’alta cosa…
    l’Eros…è essenza ed esistenza….

  51. fayum ha detto:

    @ Lorenzo..ma forse non era neppure un alibi..solo una piccola digressione sul tema che in fondo poi riporta di nuova l’attenzione sul discorso principale..ma qualche parola aggiunta (senza addentrarci nel discorso dello stile della poesia o della dialettica..perché è palese che ognuno si esprime come è piu’ consono alle sue corde)non toglie ne aggiunge nulla a quello che tu dici su Eros..
    Buona giornata, Arsinoe

  52. diabolika67 ha detto:

    1saluto Emy Redazione di Rosso Venexiano

  53. claudine2008 ha detto:

    Penso che la discussione è stata fuorviata dall’argomento iniziale …
    😉 vediamo se riesco a fornire un ulteriore spunto di riflessione per ricollegarci alle asserzioni postulate da Lorenzo che hanno dato origine al sua pubblicazione.

    Dai moltissimi interventi, emerge la diversità di pensiero e vedute di ogni essere umano. Chi più trasgressivo e libertino, chi più concettualmente legato ai dogmi della sua intima coscienza teo-filosofica…
    Tutti esprimono il loro parere, soggettivo e personale, sul quale si può concordare o disquisire.

    Un paio di sere fa’ mi sono rivista un film che mi è veramente piaciuto, non solo per la scenografia e bravura dei cineasti, colonna sonora e quant’altro… ma per la sublimazione del nostro Demone Eros che durante il film è presente in ogni piccolo dettaglio.
    “Memoirs of a Geisha” ci aiuta a capire come, la bellezza interiore o un semplice sguardo, possono coinvolgere al punto tale di condizionare l’intera esistenza di un essere umano. Parlo di “bellezza interiore”…
    Chi lo ha visto, avrà avuto modo di carpire il messaggio intimo… come un respiro di brezza che avvolge l’estatico piacere dell’abbandono…
    E le uniche parole che mi permetto di rubare a Lorenzo sono:

    “l’Eros… è essenza ed esistenza…”

    Perché dunque procrastinare questa inconfutabile realtà?
    Una serena giornata
    :-)claudine

  54. CristinaKhay ha detto:

    @Lorenzo:

    la minigonna…è stata una grande rivoluzione contro lo scatolamento della donna, come è ancora nel mondo islamico…

    Qui c’è da fare una distinzione:
    L’eros per uso e consumo pubblico e/o privato. E chiaramente il tessuto culturale nel quale viene a trovarsi…

    Nell’Islam acculturato l’Eros è privato, e molto, molto raffinato. Parla di coppia e non di comunità… e lì si mostra, lontano da occhi indiscreti… Potrei sicuramente dire che la tradizione Cristiana confronto all’Islam per ciò che riguarda la coppia e il suo vissuto erotico è oltremodo puritana… Ma come al solito è ciò che si vede, il velo, a suscitare giudizi…
    Non confondiamo la capacità di seduzione con il mostrare di più…
    Perchè anche solo un paio di occhi femminili possono scavare dentro…
    Quindi io non parlerei di minigonna…
    Diciamo che sono stratagemmi per appagare la vanità…e allora ben venga, basta dirselo…che male c’è ad essere un pò vanitosi? Io lo sono, lo sei tu, lo sono in qualche misura tutti quelli che si trovano a leggere queste parole, chi per l’aspetto fisico, chi per l’intelligenza, chi per la capacità lavorativa, etc. E’ naturale, ci fa sentire apprezzati, amati, desiderati. Quindi non c’è solo il corpo per appagare la vanità…
    Ma molto dell’eros è anche spontaneità… e allora mi viene da dire che Eros è nell’occhio di chi guarda, di chi pensa, di chi subisce, in qualche modo, uno stimolo profondo…

  55. CristinaKhay ha detto:

    E leggendo gli interventi precedenti di Claudine e di Arsinoe… con le quali concordo… arrivo a dire che l’Eros non è stato avvelenato… casomai soffre di inflazione…;)

  56. fayum ha detto:

    @ Cristina credo che la tua frase conclusiva racchiuda davvero una grande verità..forse non l’unica ma sicuramente di tutto rilievo..perché in effetti tutto comincia da un occhio che pone l’attenzione su qualcosa o su qualcuno e da li’ ovviamente si dipanano i pensieri ,gli stimoli,le allusioni,le verifiche che portano a concentrarsi e ad approfondire la conoscenza.

    @Claudine direi che il film da te citato Memorie di una gheisha,rappresenta perfettamente quello spaccato di vita sul quale tu poni l’accento..e non posso che avallare le tue parole…”la bellezza interiore” è l’unica vera bellezza da coltivare con cura e con dovizia..perché non ci tradirà mai…ma saprà sempre e soltanto elargirci nuovi doni!

    Felice giornata 🙂 Arsinoe

  57. DomusLaurentii ha detto:

    che confusione cara Cristina…
    Islam, non è quello che dici tu…oggi è sottomissione…quello che invece dici tu, faceva parte della grande cultura orientale, che spesso troviamo nei libri, e che rappresentano un eros stupendo…

    certo che l’Eros, è intimo…è quello che stiamo dicendo dal primo intervento..ed io ne sono più che convinto..

    ma la minigonna non ha assolutamente ucciso l’eros…
    ne oggi l’eros è inflazionato..
    quello che è inflazionato..è il SESSO…
    la sessualità…intesa come pensiero intorno alla “genialità”….

    è questo che vi sto dicendo da qualche mio commento…
    non confondiamo..la banalità con la specialità…
    l’Eros…che intendo….spero che lo abbiate capito..tutto l’altro è mistificazione…dovuta dalla cultura religiosa e bacchettona…
    spero che stavolta sono stato più semplice a spiegare…
    Anche l’islamismo odierno è molto diverso dalla poesia dei sensi di una volta…
    diciamo che il potere cerca di uccidere l’eros…
    e sapete perchè?
    perchè l’eros rende liberi…

    ma per favore, care donne…non mi fate discorsi di opportunità…
    confondete lo stile “erotico” di ognuno di noi.. con
    la volgarità…il cattivo gusto…come l’ignoranza….fanno parte di quella perversione che è degli “automi”…
    diceva Totò….ma siamo uomini o caporali?…
    o come affermo io nel blog Tracce…
    siamo attori..o funamboli?…

    come quando si parla di poesia…
    è poesia o lista della spesa?…
    Mie Signore…riappropriamoci del libero arbitrio….specialmente nel “lato”….dell’Eros…

  58. MarcoforEver ha detto:

    @Lorenzo per quantto riguarda il mio intervento precedente, non ho deetto che si era evoluto secondo i canoni religiosi, ma che si era evoluto per non morire, cioè sopravvivere. Riguardo alla minigonna , è un bel vedere (sempre nei limiti della decenza di chi la indossa :D) ma alla lunga abitua l’occhio :)))
    Poi riguardo alla lista della spesa e la poesia….Mai letta La passeggiata di Palazzeschi ? Eppure sta nei libri di testo scolastici.

  59. DomusLaurentii ha detto:

    mi sorprende che propria da una donna venga questa affermazione…”la minigonna è una vanità…”…
    forse siete troppo giovani…
    o non avete ben compreso la grande rivoluzione della minigonna…
    è legata alla vostra “emancipazione” care Signore…
    non è una questione di corpo…
    ma di sostanza…intellettuale….

    il concetto di donna è molto importante nella sfera dell’Eros…
    la donna è il fulcro…
    e quindi senza la sua presenza, libera da condizionamenti esterni…tutto diventa un gioco..perverso…e sessuale di pessimo lignaggio…

    consiglio a tutti la lettura del libro cui ha fatto cenno anche Claudine….e poi Arsinoe…
    “Filosofia dell’Eros” di Romano Gasparotti ed. Bollati Editori (14 €)

  60. Morfea77 ha detto:

    [non ho libri letti o studi fatti…penso che l’eros non sia un vizio…ma un caldo manto che ci copre…è normale che esista…e che conviva con noi…sono consapevole che molti pensieri religiosi o meno…non siano concordi con quanto dico io…ma…l’eros non è un vizio ma è un respiro che fa parte di noi e per fortuna che c’è:-)]

  61. Morfea77 ha detto:

    [io per esempio sono una non indossatrice di gonne…che siano mini o che…:-) ma anche con un paio di pantaloni si è DONNA E FEMMINA]

  62. DomusLaurentii ha detto:

    @Marco

    Certo che la conosco…ma la mia era una metafora e non c’entra niente con gli autori che fanno della ricerca creativa un credo, e fanno dello studio un cammino…
    L’esempio di Palazzeschi è particolare, era all’inizio e ed era intriso di futurismo.
    Mi sembra che sia chiaro che io mi riferissi a chi opta per una certa poesia, che ormai ha invaso il web, gonfia in petto di poesia tanti autori, e che poi è lista della spesa..
    Ma sono stili e vanno rispettati…ugualmente
    Poi chi sente la nausea, gira pagina o va vedere un buon film…

    Per quanto riguardo il termine “evoluzione”, è diverso dal sopravvivere…
    Il primo termine non lo condivido perché presume un accrescimento, un miglioramento, cosa che non vedo proprio… il secondo termine lo condivido, perché poi è una difesa, un stand-by….
    Almeno per quello buono…come il colesterolo…
    Però…aver scampato la morte…ha portato all’avvelenamento…come dice Nitsche….e si è tramutato facilmente in perversione…o maniacità…o peccato….

  63. DomusLaurentii ha detto:

    @ Morphea
    [io per esempio sono una non indossatrice di gonne…che siano mini o che…:-) ma anche con un paio di pantaloni si è DONNA E FEMMINA]

    e non posso che concordare con te…
    con l’eros, sia nel bene, sia nel male…non c’entra nulla…

    ho solo significato il concetto in termini culturali, e non erotici…
    ma qui si vuole seguire più la giutificazione delle restrizioni che la ricerca della libertà…

    ripeto..l’eros…è esistenza ed essenza….

  64. Morfea77 ha detto:

    [le restrinzioni variano…nell’europa e in america può essere solo mentale…ma in medio_oriente,paesi asiatici e in africa…magari è quasi una legge…un marchio che ci rende forse a volte semplici cavalle da monta che generano figli e dunque possibili nuovi guerrieri]

  65. fayum ha detto:

    Presumo che tutta questa lunga disquisizione alla lunga finisca per farci precipitare in un ginepraio dal quale è impossibile uscire…allora non volendo essere riduttiva ma condensando tutti i nostri pensieri direi che in ultima analisi la frase di Lorenzo e poi ribadita da Claudine l’Eros è “esistenza ed essenza”..puo’ tranquillamente conciliare tutti nostri punti di vista..perchè nell’esistenza e nell’essenza sono racchiuse salvo qualche piccola eccezione tutte le sfumature che forse ognuno di noi ha prodotto nel cimentarsi con le proprie argomentazioni.

    Una felice serata Arsinoe

  66. PostIda ha detto:

    Non volevo sollevare un vespaio, solamente mi piaceva riportare uno stralcio di una conversazione tenuta con un amico, qualche giorno fa. Visto che reagite così male, torno nei ranghi e vi faccio partecipi di un’interessante lettura che mi è capitato di fare in questi giorni.
    "Amo, dunque sono. Il fenomeno erotico è alla base della conoscenza umana!"
    Sono le parole del filosofo francese Jean-Luc Marion, professore alla Sorbona e all’ Università di Chicago, allievo di Deridda e Althusser, il quale compie una completa rivoluzione post-cartesiana, e riporta il fenomeno erotico e l’ amore al centro delle riflessioni del pensiero.
    Così come era stato dall’ inizio della filosofia, che, come dice il suo stesso nome, appunto è amore, amore del sapere e della saggezza. Quella di Marion è una ribellione contro il soffocamento dell’ istanza erotica nel mondo della razionalità, in nome delle evidenze originarie di ogni essere umano. Oggi di amore parlano altri linguaggi: la poesia, il romanzo, la psicoanalisi, la pornografia ma la filosofia tace – dice Marion – e in questo silenzio l’ amore scompare. Anzi, la parola amore sembra la parola più prostituita e noi viviamo in un grande cimitero erotico dove manca l’ aria. Nella buona società, quella delle persone istruite, più nessuno osa pronunciare con serietà un simile non senso: "Ti amo". Parafrasando Aristotele, invece l’ uomo per Marion è l’ animale che ama. L’ uomo cartesiano pensa, ma non ama, almeno originariamente. Ora – scrive Marion – l’ evidenza più incontestabile, quella che comprende tutte le altre, che regola il nostro tempo e la nostra vita dal principio alla fine e che ci pervade in ogni istante, attesta al contrario: che noi siamo in quanto ci scopriamo sempre presi nella tonalità di una disposizione erotica, che si tratti d’ amore o di odio, di infelicità o di felicità, gioia o sofferenza, speranza o disperazione, solitudine o unione. E ancora: l’ uomo si rivela a se stesso attraverso la modalità originaria e radicale dell’ erotico. Insomma, proprio dalla Francia è sorto un filosofo che ricompone, quattro secoli dopo Descartes, la cesura tra res cogitans (il pensiero appunto) e res extensa (materia), a partire da quella particolare forma di materia che è il corpo, il nostro corpo, il nostro corpo sessuato. Anzi, ad essere precisi, Marion, nel suo libro, più che di corpo, parla proprio di carne. E conseguentemente, non solo di amore (fileo e agapao) ma di erotismo (erao), quello che i filosofi chiamano amore di possesso, amore attraverso i sensi e la carne, appunto. Fare l’ esperienza della carne mi dice che sono accettato e non rifiutato, spiega Marion,non posso sentire la cosa del mondo se non attraverso la carne, c’ è una resistenza, un dolore nel toccare.  Marion descrive minuziosamente le tappe di questo itinerario che compie ogni individuo, e quindi l’ uomo in quanto tale. La carne  e l’ erotizzazione da parte di un altro, l’ essere oggetto del desiderio di un altro, mi permettono di prendere coscienza di me e di non farmi sprofondare nel nulla e persino nell’ autodistruttività. Sul fronte opposto c’ è l’ amante che si spinge ad amare, senza essere certo di essere amato. Essere amante implica sempre uno squilibrio, continua il filosofo. Ma è proprio per questo che Don Giovanni ha successo. Don Giovanni seduce perché si muove per primo verso l’altro, e con questo suo interessamento dice all’ altro: tu esisti. Anche se poi consuma il suo amato e lo delude. Questa dinamica, però, non è la descrizione solo del momento sessuale dell’ esistenza umana. Il fenomeno erotico è molto più ampio dell’ attività sessuale vera e propria. Da questo punto di vista, secondo Marion, che è cattolico, Dio è il più perfetto Don Giovanni, perché è Lui che agisce per primo, nella storia dell’ umanità e dei singoli uomini. La relazione con Dio che può sperimentare ogni essere umano è una relazione erotica, anche se non è sessuale, continua Marion. Conseguenza paradossale di questa struttura dell’ essere e della logica intrinseca al fenomeno erotico è che persino la castità può essere erotica. Un altro spunto interessante. Il professore della Sorbona si dice d’ accordo con quanto scritto da Papa Benedetto XVI nella sua prima enciclica "Deus caritas est". E cioè che "non esiste una separazione netta tra erao e agapao (amore di possesso e amore oblativo)". L’ amore, dice, è un fenomeno se non unico, sicuramente unitario. E così manda alle ortiche un’ altra distinzione manichea, quella tra spirito e carne.

    Manderete alle ortiche anche me?
    🙂
    Carmen

  67. DomusLaurentii ha detto:

    Conosco molto bene Jean-Luc Marion e il libro, che ho qui davanti e che sto leggendo…e che consiglio insieme all’altro di cui ho già segnalato
    La tua sintesi è perfetta, Carmen, come al solito, nella forma e nella chiarezza visto che il testo è abbastanza complesso.
    Non posso che condividere per i 7/8 quello che tu hai riportato.
    Proprio perché poi questo ragionamento parte da un filosofo cattolico, che riconosce in effetti l’importanza del “fenomeno” erotico nella sfera esistenziale dell’essere umano…
    In effetti JLM, tralascia gli effetti moralistici della sua “chiesa” colpevolizzando invece il razionalismo e i cartesianismo….
    Il cogito, viene sostituito da amo…dunque sono, o meglio provo sentimento (anche negativo) dunque sono, o meglio ancora e di più, sono amato, sono desiderato, sono sedotto, sono bramato, sono corteggiato….dunque sono…
    Magnifico.
    È la consapevolezza dell’importanza dell’eros, e della non separabilità, o meglio della non conflittualità tra corpo e mente..
    Cosa che non posso che condividere..
    È importante questo passaggio di Carmen
    “…l’ evidenza più incontestabile, quella che comprende tutte le altre, che regola il nostro tempo e la nostra vita dal principio alla fine e che ci pervade in ogni istante, attesta al contrario: che noi siamo in quanto ci scopriamo sempre presi nella tonalità di una disposizione erotica, che si tratti d’ amore o di odio, di infelicità o di felicità, gioia o sofferenza, speranza o disperazione, solitudine o unione. E ancora: l’ uomo si rivela a se stesso attraverso la modalità originaria e radicale dell’ erotico”

    È in effetti il recupero dell’istinto primordiale, della missione divina, per la filosofia greca del mito dell’androgino, della fusione sacra, dell’avvicinamento delle distanze, dell’equilibrio, fisico e metafisico…

    Quello che mi piace di Marion è l’intuizione della “passività” attiva nella relazione amorosa…l’essere oggetto del desiderio di un altro, permette di prendere coscienza di se..
    Stupendo…è il riconoscimento della socializzazione erotica…

    Tutto ciò sembra un facile percorso emozionale, dove però intervengono filosofi, sociologi, e religiosi, che ne spezzano la catena…
    E ritorna il veleno…

    L’amore è uno…e trino dico io racchiuso in quel “triangolo” di cui mi sforzo a delinearne i tratti in termini di logos…
    Ovvero…non penso ad una soluzione chimica tra mente anima e corpo, ne di una fusione nucleare, che ne fa una cosa unica, appunto, ma di un legame trivalente, di cui, non conflittuali, ma integrati, ed coniugati….
    È la geometria del ”nous-eros-psiche”…
    Sussistono in una forma plastica e dinamica, e non disgiunti tra di loro, che permette di essere e di esistere.

    Per quanto riguarda la posizione del papa, non è così facilmente riconducibile a quanto affermato nelle righe finali, perché ancora una volta Benedetto, formulando l’unicità del vero ed unico amore, ghettizza l’eros a peccato, ancora una volta, stabilendo che non è la ragione ma la perversione dell’eros, e del relativismo, la strada verso l’inferno….

    E sono d’accordo ancora una volta, mi sembra che lo abbia detto qualche intervento fa, al fatto che il fenomeno erotico è più ampio dell’attività sessuale (genitale) e che una certa castità può rientrare nel fenomeno erotico..
    Aspetto che il libro di Gasparotti considerava, come il fatto che erotismo è distanza, è lontananza, è tendenza, è “asintoticità”

    Mi sembra che entrambi i filosofi, ne dimostrano la bellezza e la semplicità dell’eros, cercandone di liberarne il movimento, da una “prigione” creata solo e soltanto per paura e per potere..

    niente ortica Carmen…il tuo intervento è “ad hoc”
    anche se l’ortica fa bene alla cirocolazione sanguigna….

    Lorenzo

  68. DomusLaurentii ha detto:

    ho dimenticato una cosa, che era compreso nel 1/8 del mio dissentire…
    non sono convinto che il soffocamento dell’eros sia dovuto alla razionalità…perchè come detto prima ci può coesistere…
    ma il veleno è ancora una volta e ribadisco…dovuto al moralismo religioso…

    l’eccesso del razionalismo, la tecnocraticità, il fiscalismo…sicuramente “anestetizza” l’eros….

  69. CristinaKhay ha detto:

    Ahahah… credo per vostra fortuna… oggi nella prima serata…avevo scritto qualcosa di mooolto lungo e dettagliato per continuare a sviscerare i pro e i contro di questa conversazione…
    Ma mia figlia ( esiste un figlio che ascolti almeno qualche volta i genitori? ) anche se le avevo detto di non portare la palla in casa… è venuta a raccontarmi le prodezze della classe il secondo giorno di scuola… proprio palleggiando in aria, accanto a me che scrivevo sulla tastiera… E tra un tiro in su e una presa in giù…beh… una l’ha mancata…
    E indovinate dove è andata a finire?
    Sì signori miei… sul tasto meno indicato…CANCELLA…
    Mi è quasi spuntata una lacrimuccia dalla frustrazione…ahahah…stavo scrivendo da un bel pò…
    Spero di riprendere presto il filo dei pensieri in merito… ma di solito è difficile…una volta usciti è un’impresa ricacciarli dentro… 😉
    Buona serata e nottata a tutti
    Cri

  70. anonimo ha detto:

    Solo due parole:

    Il cogito, viene sostituito da amo…dunque sono, o meglio provo sentimento (anche negativo) dunque sono, o meglio ancora e di più, sono amato, sono desiderato, sono sedotto, sono bramato, sono corteggiato….dunque sono…

    Il sentimento e il pensiero sono sottoprodotti di una realtà primaria: la percezione. Io percepisco, attraverso la carne o la mente non importa…ma è proprio a causa della percezione del mondo esterno, nel confronto che posso opporre : io dentro, il mondo fuori…. per gli stimoli che ricevo, attraverso i cinque sensi materiali e molti altri energetici e spirituali…che dico : IO SONO. La percezione crea una separazione tra noi e l’esterno, la cosa percepita. Questo ci dà il senso di un io separato ed individuale…
    Quindi se vogliamo, qualsiasi percezione è erotica… perchè qualsiasi percezione è una penetrazione in noi stessi…
    Ecco, si…
    E’ proprio così che io intendo…

  71. anonimo ha detto:

    Sono sloggata. Oggi proprio non è cosa …ahahah

    Cri 😦

  72. PostIda ha detto:

    p align=”justify”> 
    "Godere e far godere senza fare del male né a sè né agli altri": è una massima di Chamfort.
    In tal senso, come propostomi da Lorenzo, ho letto il libro " Teoria del corpo amoroso" di M. Onfray, il quale difende a spada tratta un libertinaggio solare e leggero, considerato figlio del vitalismo, della carne gioiosa e della sessaulità liberata da ogni colpa.
    Il pensiero di questo  maître à penser francese, mi porta ad immaginarlo come un apostolo di un edonismo materialista, libertini e libertario, avendo deciso di rifiutare qualsiasi autorità esterna. Infatti, come egli dice:"il libertino è colui che si è liberato", decidendo di "non porre niente al di sopra della propria libertà", rifiutando qualsiasi autorità esterna "sul terreno della religione come su quello dei costumi". Per farla breve, egli pone a principo della morale una libertà svincolata da quella dominante, in nome di una metafisica dell’istante e del puro godimento dell’esistenza. Allora mi tornas il mente il film " The libertine", in cui John Depp indossa i panni di un libertino settecentesco che rilancia una tipologia umana che i tempi di recessione economica e di depressione generale sembravano aver cancellato del tutto.
    Il bisogno di un rinnovato edonismo, insomma sembra conquistare nuovi spazi, specie tra le giovani generazioni, le quali, in nome di una vita da non votare esclusivamente al sacrificio e alla rinuncia, rivendicano oltre al pane, anche le rose (tanto per citare un motto molto in voga negli anni 70).
     "Non si può attendere la fine della miseria per condurre una vita improntata al piacere", proclama Onfray e sembra il profeta dei giovani ribelli. Fuori dalla contestazione, nell’epoca il cui il corpo è diventato oggetto di culto, il filosofo sottolinea che "abbiamo assistito alla congiunzione di due tendenze di fondo: il trionfo dell’estetizzazione dei corpi e l’esibizione tranquilla dell’intimità".( e qui torna in gioco il discorso che ho riportato qualche giorno fa, sul quale tu, caro Lorenzo, ti trovavi completamente in disaccordo). Due fattori che favoriscono l’edonismo ‘solare’ di Onfray, il quale si presenta come un erede di tutti quei filosofi che, nel corso del XX secolo hanno inventato il corpo dal punto di vista teorico.
    In un simile contesto, non stupisce che le riflessioni del quarantasettenne filosofo – che vive isolato in Normandia, lontano dai salotti parigini, seducano un pubblico sempre più vasto. Lo conferma l’immediato successo dei primi due volumi della sua Contre-histoire de la philosophie, nei quali tenta di sottrarre all’oblio quei filosofi, che, sconfitti nel corso della battaglia vinta dall’idealismo sul materialismo, sono stati relegati negli angoli più bui delle biblioteche. A cominciare dagli autori del "cristianesimo edonista", tra i quali, accanto ai nomi di Ficino, Erasmo o Montaigne, Onfray propone una galleria di gnostici licenziosi, epicurei secondari e libertari ante litteram. Tutti predecessori di quella filosofia "materialista, sensualista, esistenziale, pragmatica, atea, corporea e incarnata" che è la sua, fin dai tempi di ‘l’Art de jouir’. La filosofia proposta con entusiasmo  in ‘Teoria del corpo amoroso’ , l’autore lo presenta come "una dichiarazione di guerra contro tutte le forme assunte dalla pulsione di morte nell’ambito delle relazioni sessuali". Vero e proprio "trattato del libertino moderno", questo atto d’accusa contro la monogamia, la fedeltà, la famiglia, recupera la lezione dei classici, da Epicuro a Lucrezio, da Orazio a Ovidio. Lo scontro frontale con la Chiesa di Ratzinger non poteva essere più violento. Per Onfray, è necessario "decostruire l’ideale ascetico" e "scristianizzare la morale", lasciandosi alle spalle le tradizionali associazioni tra amore, procreazione, sessualità, monogamia e fedeltà, e soprattutto la vecchia opposizione tra corpo e anima, che da sempre organizza e legittima la morale dominante costruita attorno alla dicotomia "tra una positività spirituale e una negatività carnale".
    Utilizzando Democrito contro Platone, il filosofo difende la desacralizzazione dei corpi, ( e qui potete immaginare come mi sia venuto un violento attacco di orticaria, pur non essendo finita in un campo di ortiche) e cerca di definire una genealogia del desiderio come eccesso e una logica del piacere come dispendio, che poi sono le premesse di una possibilità d’amare che non rinunci alla libertà. Da qui l’invito al "nomadismo amoroso", al "libertinaggio solare e leggero" inscritto "nel quadro della pura immediatezza", le cui radici si trovano nel ‘carpe diem’ di Orazio. ( niente di nuovo sotto il sole, direi io…da buona lucana come il MIO Orazio!!!).Un libertinaggio che, rielaborato in chiave moderna come "l’arte di restare se stessi nelle relazioni con gli altri", si contrappone sia alla sessualità triste di Houellebecq sia all’arida ripetitività di Sade. Meglio allora Casanova, "una macchina desiderante che coltiva il piacere dei sensi". L’edonismo di Onfray non ha niente a che vedere con il consumismo ad oltranza. Si tratta di un tentativo di sfuggire all’infelicità. Per Onfray, il dolore incarna il male assoluto.
    Naturalmente, non tutti approvano questa celebrazione del corpo.
    Ad Onfray io mi sento di rimproverare la demagogia e la disinvoltura.
    Onfray merita d’essere meditato non per quello che egli pensa, ma per ciò che rivela del nostro tempo.
     Onfray "non è né Marx né Nietzsche né Schopenhauer, né Freud né Sartre. È solo un figlio tardivo dell’era del sospetto, un istrione mediatico della ‘morte di Dio’". Certo, qualche femminista radicale potrebbe accusarlo di essere un maschilista. Accuse che Onfray respinge, invocando un "femminismo edonista e libertario" che permetterebbe a uomini e donne di combattere per la stessa causa: "la libertà e l’uso di sé sottomessi al puro e semplice capriccio soggettivo".
    "La cosa più bella della sessualità è la somma di possibilità che essa offre sul piano della creatività e dell’immaginazione"continua il nostro francese.
    Concludo, riportandovi la descrizione della copertina del libro: un corpo femminile che trasporta sottobraccio una scultura a forma di fallo.
    A prima vista, l’immagine ricorda le figure che troviamo sui vasi attici.
    Ecco, quell’immagine e quel titolo sono già un programma: la donna sembra portarsi appresso il pene con trionfale distacco. E subito ci vengono in mente le eroine di Sex & the City, donne moderne e liberate che girano per New York con in borsa un sex toy. E poi c’è la promessa di un erotismo, di una sessualità solari: è bello quanto uno slogan del ’68, fa subito sognare. E’ più facile dirlo, che farlo, dal momento che mi chiedo come sia possibile affrancarsi da qualche migliaio di anni d’indottrinamento severo in materia di costumi sessuali. In tal senso, Onfray gongola ferocemente, citando un passo della prima lettera di san paolo ai Corinti: "Meglio vale sposarsi che bruciare".
    Insomma: se le privazioni e le frustrazioni sessuali diventano insopportabili, abbiate la decenza di farlo moderatamente in un quadro preciso e regolato, quello del matrimonio.
    Questa, secondo il filosofo, è la condanna che ancora oggi pesa su tutti, comprese "le coppie laiche, non cristiane, atee, ma costruite sulla stessa ideologia dominante". E prosegue: "Da un lato la libido sublimata nella preghiera, la contemplazione, la meditazione per gli atleti capaci di verginità, e dall’altra parte la coppia, il matrimonio, la monogamia e la fedeltà per gli individui dotati di una volontà traballante. I primi diventano monaci nel deserto e gli altri coppie classiche, che rinunciano alla voluttà". Quindi: il piacere e il desiderio repressi dall’astinenza o contenuti allo stretto necessario, da una rigida codificazione che Onfray riassume così: "La pratica sessuale è regolata da enunciati sociali formulati dalla cristianità. Divieto, evidentemente, di una relazione sessuale con un partner non sposato, divieto di passioni amorose, di bisessualità, di incesto, di nudità, di omosessualità, di sodomia, di erotismo, di giochi amorosi, di masturbazione".
    Chiunque legga questa lista sa di essere votato all’inferno, ma Onfray ci esorta a smettere di credere nell’Aldilà e, piuttosto, a costruire un paradiso dei sensi sulla Terra, qui e ora, sviluppando una "teoria atomista del desiderio".
    Insomma, il messsaggio è semplice: abbandoniamo l’ideale platonico e godiamo liberamente come e quando ci capita. Per farlo, però, bisogna militare non solo per la liberazione dei corpi, ma anche per un "femminismo…

  73. PostIda ha detto:

    Insomma, il messsaggio è semplice: abbandoniamo l’ideale platonico e godiamo liberamente come e quando ci capita. Per farlo, però, bisogna militare non solo per la liberazione dei corpi, ma anche per un "femminismo libertino". Ossia, tradotto in termini Onfrayani, che le donne facciano sesso come gli uomini.
    Certo, mi rendo conto che la storia ci ha dimostrato ampiamente che la coppia fedele, monogamica non funziona. Oggi, a parole, ci illudiamo che possa esistere la coppia libera, ma nella realtà non è vero.
    Concludendo, al di là dell’interesse del libro, che rappresenta un interessante excursus sulla filosofia, dall’antichità ai giorni nostri, resta irrisolta una domanda:  l’edonismo e il libertinaggio auspicati da Onfray, ci condurranno a una sessualità gioiosa oppure noiosa?
    A voi la palla…
    Carmen

  74. fayum ha detto:

    Prima di entrare nel merito della discussione desidero fare i miei complimenti a Carmen che riesce ad esporre con una chiarezza non comune gli argomenti che tratta e anche se in taluni il suo pensiero puo’ non trovare il pieno consenso del resto degli astanti rimane il fatto che non è mai tedioso o fuorviante ma sempre provocatorio ed intelligente.
    Detto cio’ e soprassedendo a quanto viene riportato rispetto all”Amo dunque sono”, sul cui pensiero sono perfettamente allineata a quello di Lorenzo, mi soffermerei al secondo che prende spunto da Onfray ed al concetto di sesso gaudente e libertinaggio in genere.
    Ora, affinché esista il “libertino” , o Casanova o Don Giovanni , occorre che vi sia anche una controparte femminile che ne tiene gioco diversamente tutta la gioiosa seduzione-copula sarebbe inconcludente.Ma se il libertino ha accesso ai corpi femminili, si evince che in fondo anche il libertinaggio femminile già esiste…pero’ il “femminismo libertino”questo ancora no … mentre sarebbe quello che per cosi’ dire renderebbe “affrancata” la donna restituendole l’uguaglianza con gli uomini per cui il binomio tanti uomini=poco di buono si trasformerebbe in molti uomini=sapiente ed esperta…cosi’ come accade per un uomo!Ma credo che in quel senso molta acqua dovrà ancora scorrere sotto i ponti…
    Per cio’ che concerne la coppia fedele monogamica occorre dire che spesso è costituita sulla base della fase iniziale di innamoramento(quella specifica fase in cui volontariamente o involontariamente si decide di non vedere effettivamente la persona con la quale ci si rapporta per quella che è realmente ma si è portati ad idealizzarla)che conduce all’illusorio credere di aver trovato l’uomo/donna della propria vita salvo poi scoprire ad innamoramento concluso (che puo’ durare da pochi mesi a qualche anno) che la coincidenza dei tre lati mente-anima-corpo presentano qualche latitanza e da qui parte la ricerca frenetica per colmare il vuoto utilizzando fonti esterne…e questo vale anche per le coppie libere che di libero credo abbiano solo l’aggettivo.
    Per quanto concerne il fatto se l’edonismo e il libertinaggio ad oltranza auspicati da Onfray possano portate ad una piu’ gioiosa vita risponderei di si se il sesso fa parte di quella trilogia che riconduce sempre a Eros, per cui nel momento in cui si vive il sesso sono presenti anche le altre due componenti…no se è solo sesso “genitale”.
    Come sempre chiedo scusa se ravviserete qualche errore di battitura ma io sono portata a scrivere d’impulso.

    Una felice serata a tutti 🙂 Arsinoe

  75. fayum ha detto:

    @Carmen P.S. mi accorgo solo ora della frase finale messa a conclusione per suggellare l’antitesi tra una pseudo-castità o parsimonia sessuale che viene citato l’ideale platonico…ma Platone non era contro il sesso o la passione basta ricordare il Simposio..semmai era opportuno citare Agostino tanto per fare un nome e quindi di nuovo tutti i dogmi e le limitazioni apportate dal Cristianesimo…

    Buon fine settimana 🙂 Arsinoe

  76. DomusLaurentii ha detto:

    Prima di tutto per dire, grazie degli ultimi interventi di Carmen, che ha portato alla discussione già di qualità, un contributo significativo, portandoci due libri molto interessanti per affronatare il tema dell’Eros filosofico e sociale…nonché comportamentale.
    Con questi due libri, abbiamo qui, nella Domus un palcoscenico letterario di primo piano, siamo partito dal Simposio di Platone, ai Miti dell’antica Grecia (androgino e Dionisio) per arrivare alla filosofia contemporanea di Gasparotti (Filosofia dell’Eros) di Marion (Il fenomeno erotico) e Onfray (Teoria del corpo amoroso)..
    Una sorpresa che ho, che questi ultimi interventi non hanno portato ulteriori opinioni affinate a queste intuizioni in alcuni versi sacre e i altri profane.
    Ma spero che ci siano, perché nuovi temi sono sopraggiunti.

    Su Marion mi sono espresso qualche commenti fa…

  77. DomusLaurentii ha detto:

    “Godere e far godere senza fare del male né a sè né agli altri”: è una massima di Chamfort.

    Questa frase non posso che condividerla completamente, visto che in un certo senso mi sono espresso anche in occasione della discussione sulla infedeltà/fedeltà

    Onfray affronta l’eros con un piglio “estremista”, libertino meglio dire, che fa ricordare, come in effetti ha fatto Carmen il “the Libertine” di J.Depp, un film straordinario il cui monologo in video è presente nella mia colonna di sinistra di questo Blog.
    Il conte di Rochester, era un libertino sicuramente, ma anche un poeta, nel suo insieme, una amante del bello e della vita.
    E in questo suo libertinaggio, si vede la consumazione della vita finalizzata proprio al piacere di viverla interamente.
    E l’inizio del film, quando si trova nella carrozza della propria moglie, c’è propria la poesia della frase di cui l’incipit.
    È questo il carattere stupendo dell’estremismo di Rochester, e quello che intendo io, appunto sul piacere, e sull’eros in generale.

    I tre punti del triangolo che troviamo nella discussione sono quelli rappresentati da Cartesio, Platone(Marion), e Onfrey (edonismo cirenaico)…

    La libertà del pensiero sull’Eros, deve essere al netto di ogni manipolazione umana (etica, religiosa, politica…ecc)

    È l’istinto, quello buono per inteso, ovvero quello animale, che ci deve spingere all’avventura dell’erotismo sociale.

    L’inferno come punizione della ricerca dei sensi, è stata una rivoluzione che ha provocato tanti effetti, anche quelli di una reazione spesso sproporzionata…(violenza sessuale)

    Per arrivare alle patologie, che nascono appunto, da un effetto di restrizione e di divieto.
    Ricreare il giusto equilibrio di fronte all’eros, è un dovere di tutti, della filosofia, assente negli ultimi secoli, della psicologia (eccessivamente tecnica), dell’etica (lasciata troppo alle religioni), è questo che noi dobbiamo trovare proprio nel centro di gravità delle idee riportate negli ultimi testi affrontati.

    Sicuramente l’edonismo e il libertinaggio non ci condurranno ad una sessualità gioiosa o noiosa, ma sicuramente saranno atti estremi di questo percorso di rivelazione.
    In effetti penso che Onfray, da buon filosofo francese, voglia provocare per portarci davanti a quello specchio, che anche io ritengo opportuno, e di cui il motivo del post.

    Non si deve arrivare ad una condanna di una idea o dell’altra, ma bensì, di trovare una sintesi, emozionale per farci comprendere il grande fenomeno dell’erotismo.

    La fedeltà non ha funzionato, e sappiamo che spesso è solo una formula da mostrare ma non da praticare, come anche l’aspetto etico dettatoci dalle chiese…

    C’è nella filosofia poetica del libertinaggio, un aspetto che deve smuovere un po’ tutti, riappropriarci della libertà del piacere, nella logica della massima di Chamfort, che ha una valenza sociale enorme.

    E su questo mi trovo d’accordo sul passaggio necessario, ovvero “scristianizzare la morale”, e non è demagogia secondo me, cara Carmen, ma bensì sforzo di liberarsi dell’inquinamento delle menti, che ci hanno portato a “demonizzare” l’Eros.

    È come ritrovarsi nella purezza della poesia, è come fa e dice il conte di Rochester, il cui essere libertino non lo immunizza dalla ricerca del bello…e che trovo nel dialogo che ha con l’attrice/prostituta (cosa ricorrente in quei tempi) quando lui le dice…”Signora, mi siete mancata”…e lei, risponde…”Anche Voi mi siete mancato, Conte di Rochester, mi sono mancati i vostri soldi…
    la difficoltà di trovare la giusta complicità in un ambiente unto di pregiudizi e di facile mercificazione morale..

    È la preda che diventa predatore, e viceversa..è la bellezza dell’incanto dell’incontro erotico.

    E che si debba arrivare al così detto “femminismo libertino” mi sembra scontato, perché le donne devo riprendersi la loro posizione cardine, e la loro libertà di disporre del proprio piacere, nonché dei diritti di decisione sulle cose che le appartengono..
    E fortunatamente negli ultimi cinquanta anni, dei passi sono stati fatti…

    Ne peccato, ne paura…

  78. fayum ha detto:

    @Lorenzo
    Ne peccato, ne paura…allegria!
    A parte gli scherzi è vero come tu ben osservi che non é mai il caso di condannare un’idea su di un’altra perchè se non si rimane ciecamente arroccati sulle proprie posizioni solo per una questione di “principi” (e questo vale per i due estemi sia per il libertinaggio ad oltranza cosi’ come per la morigeratezza di costumi a volte pruriginosa)forse si puo’ veramente
    arrivare al “rispetto” di Eros che dovrebbe valorizzare non soltanto il mero aspetto sessuale ma contemplare tutta la miriade di sensazioni e di emozioni che da esso scaturiscono.
    L’amore underground americano anni 50′ dove si esplorava il mondo psichedelico e si consumava il sesso fantasiosio-comunitario e senza tregua, discutendo di letteratura e ascoltando dischi di Charlie Parker (che sapientemente ha narrato Diane di Prima nel suo libro Memorie di una beatnik)e che vagamente poteva assomigliare al libertinaggio femminile oltre che maschile…alla fine non ha funzionato, tanto che la scrittrice stessa fruitrice di quel movimento beat piu’ tardi ha cambiato completamente rotta dedicandosi al buddhismo zen.
    Questo per dire che certe forme di amore libero in mente libera non generano quello che credo sostanzialmente intendiamo noi per erotismo….
    Se noi pensiamo all’insieme delle cose che ci circondano troviamo molti aspetti erotici anche nella natura stessa..tramonti infuocati,splendide mareggiate,temporali,paesaggi mozzafiato,fiori bellissimi..ecco quando noi ci accostiamo a tutto cio’ ed il nostro cuore batte furiosamente noi non ci tratteniamo dal vivere l’incanto del momento….sostanzialmente con la stessa naturalezza non dovremmo temere le emozioni che ci puo’ generare un’altro essere umano (diverso da un partner o marito o compagno o amico abituale)semplicemente perché certi dogmi portano a pensare che sia peccato, ma vivere le emozioni create dal momento cosi’ come viviamo quelle che ci generano gli eventi prodotti dalla natura.

    Felice giornata 🙂 Arsinoe

  79. epithymetikos ha detto:

    Purtroppo l’Eros è troppo spesso, soprattutto nella cultura cattolica, sinonimo di peccato.
    L’Eros liberato dalle sovrastrutture convenzionali produrrebbe anarchia, e allora, il potere lo indirizza in un alveo che lo tenga lontano dallo sprigionamento di istinti animali.
    Per i più attenti ci sono mappe da interpretare, provare per credere.
    Noi ricercatori dell’appagamento dobbiamo fare attenzione.
    Rischiare di precipitate nei buchi neri del mondo, o di finire nelle crepe del desiderio è pericoloso.
    È certo che inseguendo Eros si diventa più generosi, ma si può scivolare di inquietudine in inquietudine, senza raggiungere il pendio dell’appagamento.
    Certo, accompagnarsi ad Eros vuol dire allontanare, anche se momentaneamente, il fetido respiro della morte.

    Una conversazione questa, che fa riflettere, tanta è la completezza delle angolazioni, su cui poggiare il proprio obiettivo.

    Confesso che è raro trovarne simili in questo mondo virtuale, ma se per caso sono qui, per caso non sarà che ho potuto trarne giovamento per il mio tortuoso pensiero sull’Eros.
    Certo è che Eros, peccato non è.
    Certo è che Eros, avvelenato è.
    Leggerò quei libri, interessanti secondo le sintesi dei commentatori.

    Non resta che riflettere nella serenità di chi vive l’OSSESSIONE dell’Eros.

    Un saluto a tutti, e lieto di avervi incontrato.

    Bernardo (BdSR)

  80. MarcoforEver ha detto:

    Ciao Lorenzo son passato a farti un salutino.

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