La Natura, non è nostra nemica!

Ho avuto la possibilità durante la mia vita di conoscere alcuni grandi eventi tellurici  in Italia, come il Belice, la Tuscia, il Friuli, l’Irpinia, l’Umbria e in ultimo il mio Abruzzo.
Anche per la mia natura di uomo dalle origini di terre sismiche, e per i miei studi ho sempre vissuto il Sisma come evento sempre presente (potenzialmente), e quindi di percezione e di confronto, in termini di sopravvivenza e di struttura.
Da sempre sono convinto che la natura non è nemica dell’uomo, ma madre, e meritevole di rispetto nel suo movimento millenario nella ricerca di un equilibrio, e la giusta considerazione di questo renderebbe il rapporto di convivenza non una frustrazione, non impossibile, anche se complesso.
Ma quando nel terzo millennio, succede quello che è successo in questi giorni, case sbriciolate, strutture fragili, morti per incapacità di affrontare l’evento nella giusta considerazione, resto stupefatto.
L’uomo resta ancora il peggiore nemico di se stesso.
Ci sono mezzi, cultura, metodi per evitare ciò.
Ma tutto è reso vano da questa imperizia, che sembrerebbe dovuta ad una stupido senso di onnipotenza.
Sembra quasi che il libero arbitrio non sia adatto ancora per quest’uomo ancora immaturo, ed il “carpe diem” viene stravolto nel piacere dell’attimo, si, ma nel piacere cieco e fine a se stesso.
Poi tutto si incanala nel qualunquismo, in discussioni strumentali sui media, sulla ricerca del colpevole dal colore politico o della simpatia, senza andare in fondo al problema.
Il senno del poi.
Su un campo dove c’è la sufficiente conoscenza per affrontare il problema, e dove è più facile intervenire e prevenire di quanto si possa pensare, basta vedere quella bella villetta di Onna, che malgrado la distruzione che l’ha circondata è restata intatta e fiera.
Manca ancora la coscienza della vita, quella vera, filosofica o antropologica che sia.
Servirà questo terremoto ad insegnare qualcosa?
Spero proprio di si.
Anzi ne sono convinto.
Si è visto che il cellulare, internet, il digitale terrestre, le paraboliche, l’Ipod possono essere spazzati via in 20 secondi.
Pretendiamo quindi che la nostra vita sia salvaguardata, vegliando sulla nostra e su quella degli altri, e rinnegando il facile perbenismo e il "brillante" professionismo.
Riprendiamoci la nostra vita.
Quella vera, quella che dipende dalla natura e dalla buona convivenza con essa.
I mezzi per poter colloquiare con Lei ci sono, e sono sufficienti.
E’ una semplice faccenda di rispetto.

terremoto governo

(immagine presa dal web)

 

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Informazioni su Lorenzo de Vanne

si..sono Lorenzo, un pò angelo e un pò demone, curioso della vita e della morte, della mente e dello spirito, della donna ... della parola...del silenzio! Io, vagabondo senza quiete, in cerca delle tra
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10 risposte a La Natura, non è nostra nemica!

  1. Stefy71 ha detto:

    L’uomo resta ancora il peggiore nemico di se stesso. Hai ragione. Le immagini che abbiamo visto, i palazzi crollati come castelli di sabbia, le prime notizie sui materiali usati…
    E’ lì che sale la rabbia, la voglia di giustizia.
    Quelle immagini rimangono nella mia mente per sempre.

  2. TerribileStella ha detto:

    Mai parole semplici e concise sono state per me una sorta di Bibbia, come queste che tu hai espresso in merito…
    L’uomo è nemico d se stesso, sì
    L’uomo sottovaluta la forza della natura ma anche quella della vita
    L’uomo con la sua convinta onnipotenza si piega e s’inginocchia (lentamente o no) davanti ai propri errori
    Si scava la fossa con le proprie mani e si aggrappa sempre più con convinzione all’idea di avere tutto sotto controllo
    L’uomo finge di non sapere e di non vedere
    Faccio parte anche io di questo appellativo “l’uomo” e nel mio piccolo a volte contribuisco alla vita altre volte, forse alla morte e allo schiavismo, ma in questi giorni dalla mia terra (la toscana) non ho dormito, ho pianto e mi porto ancora dentro il profondo senso di angoscia e impotenza per l’accaduto.
    Le vittime prima di tutto, e tutti coloro che ne sono stati violentemente colpiti, sono nel mio cuore e nella mia mente COSTANTEMENTE con amore e ammirazione.
    Io sono ancora giovane per questi tipi di esperienze, ho 30 anni, ma quando venerdì notte lievemente la terra ha tremato anche a casa mia, e io vegliavo perché incapace di dormire dopo l’accaduto in abruzzo, ho pregato, sì, ho pregato Madre Natura che smettesse, che si riposasse e che desse pace a questo stivale in tumulto, che desse il tempo di ricostruire, che ci volesse un po’ di bene in più, quel bene che da soli non sappiamo volerci più…
    I nostri nonni, avrebbero saputo fare più frutto della tecnologia a nostra disposizione… abbiamo perduto l’intelligenza, abbiamo perduto la volontà, e più di tutto l’ONESTA’ e il VALORE DELLA VITA che è un DONO meraviglioso…
    Mi scuso se ho toccato mille argomenti, ma da una settimana a questa parte ho tanto silenzio nel cuore e tanta rabbia da dire… e tante parole da dare… che qui ho potuto, forse in malomodo, esprimere…
    Un abbraccio a tutto l’Abruzzo e la sua gente stupendamente coraggiosa

  3. fayum ha detto:

    Io non posso che avallare in pieno quanto tu dici.Benché troppe volte la natura venga “stuprata” ,non venga rispettata, venga soffocata, lei alla fine è sempre piu’ prodiga di quanto si possa pensare e sicuramente l’artefice di questa immane tragedia è l’uomo che non si occupa di convivere armoniosamente con tutto il bello che esiste, che non si preoccupa di dare stabilità e di prevenire con la cura del buon padre di famiglia affinché una calamità naturale non debba stroncare vite e far crollare tutto.Esistono sistemi sofisticati, tecnologie avanzate eppure, si lesina e si specula quando bisogna costruire e per un pugno di soldi in piu’,allettati da facili guadagni , si utilizzano materiali scadenti, non si seguono i parametri antisismici.
    Speriamo davvero che questo terremoto insegni qualcosa, per il momento resta solo la rabbia, lo sgomento, il dolore nel vedere tutta questa distruzione e sofferenza.
    E’ tutto talmente deprimente che fatico a trovare un maggior numero di parole.

  4. Lilithien ha detto:

    Presumo tu ti sia già più o meno fatto un’idea della mia opinione su Madre Natura, e sul rapporto che l’essere umano ha intessuto con Essa nel corso dei millenni… quindi arriverò subito al dunque. Domandi se questo terremoto servirà a qualcosa? Io ne dubito. Non è nè il primo nè l’ultimo disastro naturale che l’uomo ha ‘subito’, e ogni volta il volto della Natura ai suoi occhi è divenuto sempre più tenebroso e oscuro… non si riesce più a vedere il motivo di base del suo ‘comportamento’, non si riesce più a scorgere, al di là della sofferenza, l’equilibrio che deve essere mantenuto, spesso anche aiutato (soprattutto ai giorni nostri). Si violenta Gaia per il nostro essere sbadati, superficiali, irrispettosi… e quando Lei reagisce, l’uomo non ammette la propria disattenzione, il proprio errore… guarda soltanto al risultato finale, piangendo lacrime che avrebbero potuto essere rispiarmiate se solo avesse tenuto in considerazione la vita pulsante di questo pianeta. Perchè ci si dimentica che non è solo un ammasso di terra e roccia che gira attorno al sole… ma è un enorme essere vivente, che ci ospita e indubbiamente ci ama, anche nel suo essere spietata.
    Questo è successo, e continuerà ad accadere. Ancora per molti secoli, temo…

    Bellissimo blog, comunque. Ti seguirò anche qui…

    Un abbraccio.

  5. Honissima ha detto:

    Hanno insegnato qualcosa gli altri eventi nefasti che hanno, ripetutamente, colpito il nostro paese? Non mi pare. Magari mi sbaglio. Sarei tanto felice di essere nel torto. Ciao 🙂

  6. claudine2007 ha detto:

    Anche se con ritardo, porto un contributo utilizzando le stesse parole di Marko Pogacnik nel suo Manifesto “La Cultura di Gea” (o chiamiamola anche la Grande Madre, Gaia, Madre Natura…)
    Mai come oggi, confrontata alla meschinità e falsità degli Uomini, mi sento vulnerabile nel mio essere Donna (forse per questo maggiormente “allineata” all’amore di Gaia).
    Sono certa che un paio di lettrici che hanno precedentemente commentato, condivideranno le profonde parole di Marko Pogacnik (specialmente Cristina Khay che nel suo blog sviluppa con peculiare serietà e profondità tematiche che vanno ben oltre la frivolezza d’uno sporadico obolo).
    Buona letura, in serenità
    :-)claudine

    L’umanità è sposata a Gea, l’anima della Terra. In un certo senso con lei condividiamo il letto, eppure non coltiviamo il nostro amore per e con lei. Può essere questa la motivazione nascosta che spiega perché sperimentiamo molteplici catastrofi celate sotto lo scenario dei Cambiamenti Terrestri?

    La conoscenza geomantica che potrebbe aiutarci a comprendere quanto intimamente il corpo dell’essere umano sia collegato al corpo della Terra, nella nostra cultura è andata quasi perduta. Tuttavia, poco alla volta, stiamo recuperando l’esperienza dei sistemi energetici vitali che permeano non solo il corpo umano ma anche l’organismo del panorama Terrestre. Inoltre, ci stiamo rendendo conto che l’intelligenza della natura è la stessa che permette agli esseri umani di pensare, esprimere le emozioni e di creare interiormente le condizioni del mondo materializzato.

    Ancor più importante è il destino comune che condividiamo con Gea, data la realtà dell’intreccio delle nostre rispettive evoluzioni. Come possiamo aspettarci che Gea non cambi, data la libertà che gli esseri umani hanno come co-creatori sul pianeta? Non ci si aspetta che gli umani rimangano gli stessi esseri spirituali dopo aver ricevuto il dono dell’incarnazione sulla Terra e aver sperimentato se stessi come esseri viventi radicati nella materia.

    È evidente che la profonda relazione e connessione che esiste tra Gea e gli esseri umani contiene un’importante dimensione che non può essere “gestita” unicamente da misure formali basate su concetti razionali, per esempio le attuali strategie ecologiche ed economiche rivolte al riscaldamento globale. Dobbiamo creare una gamma completa di strumenti e strategie, incluso lo sviluppo di tutti gli aspetti della nostra coscienza, così da poter rinnovare la relazione tra l’umanità e Gea ed entrare in relazione con l’essenza dell’anima della Terra.

    Negli ultimi decenni siamo stati testimoni dei seguenti passi, fatti a livello mondiale, verso una cultura sintonizzata all’essenza della Terra:
    1. Una nuova coscienza ecologica e un movimento ecologico rappresentano i primi passi di base, e indicano la volontà dell’umanità di cambiare l’atteggiamento rispetto al pianeta Terra.
    2. Il passo successivo implica diversi sforzi atti a creare una consapevolezza della natura multidimensionale della Terra e della sua creazione, inclusi gli esseri umani come parte del cosmo di Gea. Al di là di questi sforzi, l’arte e la scienza sperimentale della geomanzia si sta sviluppando come una forma di ecologia olistica. Lo scopo della geomanzia è fornire la cultura moderna di metodi per comprendere il flusso delle forze vitali, e metodi per percepire le dimensioni finora meno conosciute dell’esistenza.
    3. L’attuale crisi economica ed ecologica con cui la nostra civiltà si sta confrontando, richiede un terzo passo: avanzare ulteriormente su questo percorso e creare una sorta di cultura partner sul pianeta. Dobbiamo riscoprire e coltivare le dimensioni basate sull’amore che connettono gli esseri umani e Gea e a manifestarle nella vita di tutti i giorni. Dobbiamo creare un nuovo genere di cultura sulla Terra che permetterà l’ulteriore sviluppo della razza umana così come della Terra, inclusi tutti i suoi esseri e dimensioni. Chiameremo questa cultura futura che si sta già evolvendo “la Cultura di Gea”.
    Per riuscire a sviluppare la Cultura di Gea dobbiamo prima trasformare i nostri concetti dogmatici e razionali riguardo a chi è la Terra e chi siamo noi come esseri umani e, di conseguenza, cambiare le nostre norme culturali:
    1. Durante gli ultimi due secoli, l’umanità ha (dolorosamente e lentamente) imparato come superare la segregazione razziale. Ma attenti! Non è possibile vivere in pace con la Terra fintanto che ci mettiamo in relazione e trattiamo gli altri esseri della Terra da inferiori. Le piante, gli animali e i minerali, inclusa la loro coscienza elementale, non sono destinati a essere nostri schiavi. Essi rappresentano diverse sfaccettature della vita attraverso cui la nostra partner, la Terra, sta tentando di collaborare con noi. Essi rappresentano i volti di Gea attraverso cui lei vuole comunicare con la nostra cultura globale. Invece di istituzioni democratiche che funzionano soltanto tra umani, dobbiamo creare nuovi atteggiamenti e stabilire regole per abbracciare una famiglia allargata e fornire a ogni membro della nascente geocultura un posto rispettoso e protetto all’interno della comunità globale.
    2. Non è possibile sviluppare una partnership nuova e soddisfacente tra la cultura umana e la Terra se noi, esseri umani, non ci sforziamo di divenire chi siamo veramente rispetto alla nostra essenza centrale. Il percorso verso la consapevolezza di sé è il primo passo. Imparare a sostenere in modo permanente la propria pace interiore, la centratura e il radicamento è la seconda meta. Non esitiamo ad accollarci un terzo tentativo: sviluppare una pratica basata eticamente che ci guidi ad affrontare le sfide quotidiane del nostro mondo in transizione.
    3. La divisione tra cielo e terra, tra regno dello spirito e regno della vita materiale, sta diventando insopportabile. Tanto tempo fa la Terra smise di essere un bimbo immaturo del mondo spirituale. La Terra, Gea, dovrebbe essere accettata come un cosmo autonomo, completa in se stessa, incluse le sue dimensioni spirituali. Nel prossimo livello d’esistenza il cosmo della Terra rappresenterà poi un’unità olografica di un universo più vasto.
    4. Non è possibile sviluppare una partnership nuova e soddisfacente tra la cultura umana e la Terra se non c’è la volontà di trasformare le concezioni religiose tradizionali che negano l’essenza divina della Terra e della creazione di Gea. L’essere umano è maturo per essere capace di una decisione libera e responsabile riguardo a come connettersi con l’essenza divina dell’universo, così come riconnettersi con la sua essenza centrale. Dobbiamo intraprendere anche il prossimo passo e trovare modi di relazionarci alla sacralità della Terra e di tutti gli esseri di Gea, spiritualmente e praticamente. La volontà di comunicare, di aprire il proprio cuore e la propria mente e di condividere la propria presenza con gli altri esseri è la base di questo percorso sacro.
    5. È inevitabile doversi impegnare in modo creativo nella trasformazione dei nostri esistenti sistemi educativi. La naturale sensibilità del bambino rispetto a tutte le diverse dimensioni e livelli dell’esistenza dovrebbe essere protetta e nutrita. L’evoluzione delle capacità razionali possono avere uno status secondario. Gli esseri umani, la cui sensibilità verso le diverse sfaccettature della vita è stata incoraggiata e sviluppata, diventeranno partner amorevoli della Terra e abitanti co-creativi del cosmo Terrestre in modo naturale. Una chiarezza di consapevolezza rafforzata e in evoluzione è parte di questa sensibilità.
    6. La Terra è un caro pianeta di straordinaria vitalità e abbondanza vitale. Se un’ampia parte dell’umanità muore di fame, vuol dire che le risorse della Terra non vengono gestite in modo appropriato. Per cambiare questa tragica situazione non possiamo semplicemente modificare i principi su cui l’economia globale funziona. Come esseri umani, come cultura globale, dobbiamo prender coraggio e saggezza per aprirci ai diversi livelli della Terra multidimensionale. Queste dimensioni rappresentano le inesauribili riserve di forza vitale così care a Gea. Per farlo, certamente, dobbiamo vincere il blocco e il pregiudizio razionali riguardo alle cosiddette dimensioni sottili di realtà. Sosteniamo gli sforzi per istituire un nuovo paradigma scientifico che onori la pluri-dimensionalità della natura, della Terra e degli esseri umani.
    7. La Terra è un pianeta cosciente con un suo destino e un suo compito nell’universo. Gea, l’anima della Terra, non è capace di sostenere e preservare la vita sulla superficie del pianeta se i suoi centri di forza vitale e coscienza elementale, esistenti in molti paesaggi e località su tutto il pianeta, non sono liberi di respirare e operare secondo il suo progetto. (L’ignoranza della nostra civiltà di questi aspetti della vita di Gea ha danneggiato e bloccato il funzionamento appropriato di molti di questi luoghi). L’arte e la scienza della geomanzia vengono sviluppate, affinché la cultura umana possa avere delle intuizioni riguardo all’importanza cruciale dell’organismo di energia vitale, la coscienza elementale della Terra e le dimensioni sacre della vita del pianeta. Tutta questa nuova conoscenza è di poco uso se non viene messa in pratica, il che significa, anzitutto:
    Sviluppare e praticare la percezione e il riconoscimento della coscienza e dell’essenza animica della natura, della Terra e dei suoi esseri.

    Sulla Terra proteggere i luoghi che hanno un’importanza decisiva per la vita del pianeta e per celebrare la loro sacralità.

    Sostenere i passi che Gea, l’essenza della Terra, sta intraprendendo per creare un nuovo spazio di…

  7. FleurDeLis09 ha detto:

    Non è il rumore della pioggia quello che sentite, Cavaliere, ma le lacrime che solcano il mio viso….Lis

  8. unsogno ha detto:

    La foto che segue il post è indicativa ,non dico piu’ niente.
    buona serata
    giulia

  9. LorenzoDevanne ha detto:

    Credo che poi sia più facile di quanto si pensi, il fatto è che la complessità è nella mente umana…
    Prendo spunto dell’intervento di Claudine che riporta alcuni passaggi interessanti.
    Sono dell’avviso che è necessario restare molto più a contatto alla naturalezza della terra, che cercare sentieri tortuosi di pensieri animistici…
    Non credo ai movimenti, se non a quelli di primo istinto, come non credo ai movimenti ecologici…
    Non credo alle masse in movimento, ma credo nell’uomo.
    Credo nella percezione dell’uomo che ha di fronte alla natura malgrado se stesso.
    Non credo alle belle parole degli ecologisti, che diventano molto presto multinazionali, o aspirazioni politiche…
    Che diventano strumenti di se stessi e strumenti della ambizione…umana.
    Credo nel buon senso, credo nell’uomo.
    Nel suo pensiero.
    Nella sua capacità di pensare e tradurre in emozioni le proprie sensazioni.
    È la cultura che serve.
    Non una cultura ecologica o “Geo-qualcosa”, ma la cultura della vita e del rispetto.
    Come ottenerla?
    Solo con la curiosità del conoscere.
    È l’ignoranza il male di tutto ciò.
    È la consapevolezza di un irriverente senso di immortalità.
    Io ho le radici della terra che ha ultimamente ha tremato, e devo dire che tutto questo era previsto, ma l’uomo ha fatto finta di non capire, è inutile prendersela con le istituzioni e con la geologia.
    È la furbizia.
    La nemica dell’uomo.
    Basterebbe solo comprendere che la natura, la terra, resterà lì, nella sua dinamica evoluzione, malgrado il nostro senso di onnipotenza.
    Lassù in quelle terre, ora si sta già cercando di speculare sull’evento.
    E persone che sembrano normali e con il senso civico diventano sciacalli…
    Creano danni fittizi per usufruire della furbizia.
    È l’uomo che deve ritrovarsi.
    La natura è là…
    Lei ci guarda e sovente sorride.
    Sorride della nostra stupidità

    Lorenzo

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